Gioco
Pietrasanta piange Piccolomini “ragazzo di dietro le mura”: «Quante risate insieme»
Figlio del leggendario “Sci”, titolare dell’omonimo ristorante di Porta a Lucca, aveva 60 anni ed era un maestro nel realizzare caminetti in marmo
PIETRASANTA. Quel sorriso mancherà a molti. Perché era il sorriso di una persona disponibile, con una gran voglia di esserci per gli altri. Ma proprio quel sorriso si è come improvvisamente spento, sabato scorso: un malore, probabilmente un infarto, si è portato via la vita, generosa, di Enzo Piccolomini. Aveva solo 60 anni, Enzo. E li aveva vissuti con quella consapevolezza che è tipica di coloro che sanno condividere, che ti vengono incontro per un saluto, che amano ridere insieme. Quando si è sentito male, Enzo Piccolomini si trovava nella sua casa, a Capezzano Monte: ogni soccorso è stato inutile. E alla fine, in quella stessa abitazione, così come in paese, è rimasto solo un senso di vuoto, il dolore della moglie Alida, dei figli Elisa e Giacomo, dei familiari e dei tanti amici di Enzo.
«Era uno dei “ragazzi di dietro le mura” – ricordano gli stessi amici che nella giornata di ieri si sono ritrovati davanti alla camera mortuaria a Lido di Camaiore – Enzo era uno di noi: negli anni’ 70, andavamo a giocare proprio là, a due passi dalle mura, dalle parti del vecchio ricovero. Quante partite, con le porte improvvisate, le corse infinite, improvvisando squadre e sfide. Ma soprattutto quante risate: Enzo con il pallone ci sapeva fare, così come con la racchetta da tennis. Era un compagnone, uno che non lesinava nel dire la sua, ma che aveva questa capacità di fare stare bene gli altri, col sorriso, ma anche con la voglia di dare. Siamo cresciuti insieme: le mura, il campetto dei Salesiani, le giornate nella sua casa in via Santa Maria. Era un pietrasantino nell’animo: tradizioni, ironia e quella sana complicità che caratterizza molti di noi. Poi, nel tempo, come la vita impone, ci eravamo un po’ tutti allontanati, salvo ciclicamente ritrovarsi: per una cena, una bevuta. Per parlare e ridere ed era come tornare giovani. A quei pomeriggi dietro le mura. La sua morte, così improvvisa, così devastante per chi gli ha voluto bene, è qualcosa di estremamente doloroso e difficile da accettare».
Aveva una manualità talentuosa, Enzo Piccolomini: nella realizzazione dei caminetti di marmo era infatti considerato un autentico riferimento. Un maestro. Così come un maestro, anche se dell’arte culinaria, è il babbo di Enzo, Silvio Piccolomini, il leggendario “Sci’, titolare dell’omonimo ristorante di Porta a Lucca precursore della nicchia culinaria pietrasantina che oggi va tanto di gran moda. Enzo, in cucina con il babbo e nel ristorante, non aveva fatto tappa: aveva preferito il marmo per un impegno professionale che gli aveva portato in dote, negli anni, stima e apprezzamenti. Famiglia, lavoro, gli amici e lo sport: il calcio, appunto e il tifo per la sua Inter, questo il suo quotidiano generoso per cose belle e semplici.
I funerali lunedì 31 gennaio alle 15, a Capezzano Monte: a salutarlo, per l’ultima volta, ci sarà un’intera comunità e in particolare un antico gruppo di amici, a suggello di un legame celato dal ricordo e da istantanee di vita indimenticabili. E uniche.
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