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Visite medico sportive dopo il Covid, tempi lunghi e costi alti: parlano gli esperti della Versilia
La pandemia sta creando molti disagi per la ripresa dell’attività anche agli atleti che si sono ammalati o che sono stati positivi asintomatici: "Il rischio? Squadre senza giocatori"
VIAREGGIO. La pandemia sta creando molti disagi per la ripresa dell’attività anche agli atleti che si sono ammalati di Covid o che sono stati positivi asintomatici. Infatti, per tornare a fare sport agonistico, è necessario sottoporsi alla visita medico sportiva per il rilascio del certificato di idoneità: la visita, cioè, che era stata fatta all’inizio della stagione prima dello stop dell’attività. E che dovrà essere ripetuta da chi è stato positivo.Il problema è riuscire a trovare centri dove effettuare le visite, sia privati che pubblici. Il reparto di medicina dello sport dell’Asl all’ex Tabarracci ha ridotto le visite, perché alcuni medici sono stati dirottati in altri settori per coprire l’emergenza Covid.
«Nel mese di febbraio contiamo di riprendere gradatamente l’attività regolare - fa sapere la direzione sanitaria - per riportare la situazione alla normalità e magari anticipare anche alcune visite che sono state programmate al momento più avanti». Per la visita del figlio che gioca a basket una mamma ha trovato posto solo al di marzo. «Come si fa a riprendere l’attività agonistica, se dobbiamo attendere così a lungo - dice la mamma - come mio figlio si trovano nella stessa situazione altri compagni di squadra. In questo modo le partite è impossibile poterle disputare».
Un altro problema è il costo delle visite: sono a carico dei genitori, che hanno già pagato quella di inizio attività. Alcune famiglie chiedono, per questo, di togliere alcuni esami per il rilascio del certificato di idoneità. Oltre alla visita fatta da uno specialista in medicina dello sport, sono richiesti un Ecg basale, test con monitoraggio elettrocardiografico, ecocardiogramma colordoppler. Il costo a seconda, di dove viene effettuata la prestazione, può aggirarsi anche intorno ai 200 euro. Ci sono genitori che hanno ritirato i figli dall’attività sportiva, perché i certificati sono obbligatori dai 12 anni in su e non tutti se lo possono permettere.
Alberto Aloisi è il coordinatore del settore giovanile tosco-ligure di hockey su pista, ed è quindi a contatto con tutte le società. «Rispetto a prima, quando dovevamo attendere 30 giorni per poter effettuare la visita e riprendere l’attività - dice - adesso sono 7 giorni dall’ultimo tampone negativo per gli asintomatici e 14 giorni per gli altri. Le difficoltà emerse in certe zone sono le poche visite disponibili e i costi elevati a carico dei genitori, perché le società non possono accollarsi le spese. Nel territorio di nostra competenza ho optato per il rinvio delle gare, se ci sono squadre che non hanno giocatori disponibili; però entro il 15 maggio l’attività dovrà terminare, quindi spero che si possa rispettare questi tempi Covid permettendo».
Alberto Reccolani, responsabile del settore giovanile del Viareggio calcio, spiega che gli allenamenti, seppur a ranghi ridotti, sono continuati per togliere i bambini da casa. «Prima ci servivamo del Polo sanitario, ed ora del Centro medico all’interno del Marco Polo Sports Center, ci sono altri spazi, anche in questo caso le spese da sostenere dai genitori ci sono. Speriamo di tornare presto alla normalità. Il 6 febbraio con la prima squadra dovremo giocare in Coppa Toscana con la Filattierese in casa».
Ivo Coli, presidente del Cgc Capezzano pone l’attenzione sui danni economici avuti dal Covid. «A dicembre è saltato il Torneo di Natale che ci portava un sostentamento per la gestione della società, è mancata la tradizionale cena con i genitori e poi i casi di positività, sia nelle giovanili che in prima squadra, hanno rallentato tutta l’attività. Lo stop dei campionati ha tolto anche il pubblico e parte degli incassi. Tra i giocatori che hanno contratto il Covid c’è chi ha trovato spazio per la visita la fine di febbraio. Alla ripresa del campionato previsto il 12-13 tra i dilettanti, saremo rimaneggiati, perché non ci saranno giocatori per mancanza del certificato di idoneità sportiva».
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