Gioco
Santini, l’irriducibile: «Vi spiego perché il Carnevale di Viareggio si deve fare adesso»
L’ex presidente della Fondazione contro il possibile rinvio: «Ci sono motivi pratici e storici. La pandemia? Non la sottovaluto»
VIAREGGIO. Parafrasando i bravi di don Rodrigo dei Promessi sposi, Il Carnevale s’ha da fare adesso. Con queste date. «Non è più possibile rinviarlo – spiega Alessandro Santini, capogruppo della Lega in consiglio comunale, ex presidente della Fondazione Carnevale e ora nella squadra corsi con Paolo Polvani – Lo dico da carnevalaro al 100 per cento, che non ha alcuna intenzione di sottovalutare la pandemia».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41180168:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2022/01/29/news/il-carnevale-come-da-programma-inizio-il-12-febbraio-e-con-la-diretta-rai-1.41180168]]
Santini, le associazioni di categoria preferirebbero un rinvio dei corsi. Chiedono di spostarli di uno o di due settimane. Perché non si può fare?
«Per due motivi. Il primo è che le date stabilite sono queste ormai da mesi. La Fondazione ha fatto un investimento importante nella comunicazione, è andata in giro a dire a tutti quando ci sarebbe stato il Carnevale 2022».
Gli albergatori e i commercianti dicono che le date sono ancora “ballerine”. Per questo i turisti sono incerti sul venire o meno.
«No, io credo che si sappia da tempo che il Carnevale si farà dal 12 febbraio al 5 marzo. Se la Fondazione, ma a me non risulta, dovesse modificare i giorni delle sfilate, dovrebbe spendere altro denaro per darne pubblicità».
Qual è il secondo motivo per cui non si può più tornare indietro?
«È storico e tradizionale: questo è il periodo giusto. Capisco le categorie quando si lamentano dei corsi fuori stagione: nell’autunno scorso è stata fatta una forzatura. Ma non si possono cambiare le date a piacimento dei commercianti e degli albergatori. Questa è la manifestazione della città. Anche se è possibile che i primi due corsi siano deficitari, dal punto di vista delle presenze».
Oggi il verdetto definitivo, forse. Non crede che si sia perso del tempo?
«Sì, ma ormai si parte il 12 febbraio. Io lavoro per questo e credo che tutta la città debba sostenere la manifestazione. Basta bracci di ferro».
Lei non è sospettabile di mancanza di fede. Soprattutto quando si parla di Carnevale. Ma non avverte che andare avanti come se fossimo nella normalità è una scelta discutibile?
«Certamente. Non sono e non sarò mai un negazionista del Covid. Ho perso una familiare e ho appreso, da chi c’è stato, cosa significhi combattere il virus in prima linea. Non sento in maniera particolare questo Carnevale e so che ci sono timori da parte delle famiglie nel partecipare alle sfilate. Sono legittimi. Ma ci sono amministratori, come il sindaco e la presidente della Fondazione Carnevale, che sono lì per prendere decisioni difficili. Io alla guida della Fondazione ci sono stato e capisco che ci sono delle responsabilità da assumersi: chi ha quel ruolo deve farlo. Detto questo, che il Carnevale cominci. E noi stiamogli accanto, anche se sappiamo che non è la stessa festa popolare che siamo abituati a fare da 145 anni».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41180726:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2022/01/29/news/carnevale-di-viareggio-al-via-commercianti-e-albergatori-se-si-parte-adesso-si-rischia-il-flop-1.41180726]]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
