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Versilia

Carnevale di Viareggio al via, commercianti e albergatori: «Se si parte adesso si rischia il flop»

Matteo Tuccini
Carnevale di Viareggio al via, commercianti e albergatori: «Se si parte adesso si rischia il flop»

Le categorie preferirebbero un rinvio di un paio di settimane «Poche presenze a causa del Covid e delle date incerte»

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VIAREGGIO.Sandra Lupori, titolare dell’hotel di famiglia in zona Torre Matilde e presidente dell’Associazione albergatori di Viareggio, sta facendo i salti mortali per essere pronta il 12 febbraio. «Stiamo completando in questi giorni i lavori di ristrutturazione – dice – Se necessario lavoreremo giorno e notte. Anche perché il riscaldamento deve partire tre giorni prima, per rendere l’hotel accogliente». Il problema, dicono gli albergatori così come i commercianti, è che questa accoglienza rischia di essere fine a se stessa. Il primo corso di Carnevale potrebbe essere un flop per quanto riguarda le presenze. In città e nelle strutture ricettive.

«Al momento abbiamo zero prenotazioni per il primo corso. Vale per un po’ tutte le date di febbraio – spiega Lupori – Qualcosa in più si registra su marzo. L’impressione è che ci siano ancora molti timori legati al Covid. La prima sfilata arriva a ridosso di un momento reso complicato dai contagi, anche se in questi giorni si spera possa esserci una piccola flessione. Non sappiamo se ci saranno cambi di colore in regioni che a noi interessano perché portano visitatori, dal nord al sud. E poi l’incertezza sulle date spinge i clienti a informarsi, senza però prenotare. Ne abbiamo parlato anche con la Fondazione. Auguriamoci che presto venga sciolta la riserva». Oggi dovrebbe essere il giorno giusto.

Le associazioni di categoria, però, preferirebbero un rinvio. Di una o di due settimane. «Non voglio dare lezioni a nessuno dal punto di vista turistico – dice Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio – Tantomeno alla presidente della Fondazione Marialina Marcucci. Da quello che vedo, le persone si stanno muovendo pochissimo anche per la settimana bianca. C’è ancora preoccupazione per la pandemia. Perciò mi domando: quanto pubblico ci aspettiamo per i corsi di Carnevale? Si è detto che la manifestazione in autunno è stata una rimessa per le presenze, tra limite di 5mila persone a corso e così via: dubito che abbia senso ritrovarci nella stessa situazione a pochi mesi di distanza». Gli stessi commercianti, tuttavia, ribadiscono il limite da non oltrepassare, quando si parla di date: «In caso di rinvio di due settimane – dice Bertolani – concluderemmo la manifestazione con l’inizio della primavera: non ci sarebbe niente di male. I negozi, che già soffrono a causa della pandemia, non vedrebbero penalizzato uno dei momenti più caldi della stagione per lo shopping. Veniamo da due anni con la primavera azzoppata dai lockdown: se riusciremo a far coesistere il Carnevale con le esigenze delle nostre attività, saremo tutti ben contenti». A differenza dell’anno scorso, si intende. Quando le sfilate fuori stagione dei carri sui viali a mare sono state viste come un torto agli esercizi commerciali della Passeggiata.

C’è chi, come il presidente di Confesercenti Francesco Giannerini, auspica addirittura un rinvio a maggio. «Mi rendo conto che può essere una provocazione – spiega – Io parto dall’idea che iniziare il 12 febbraio è una scelta fuori luogo. Siamo ancora in un periodo delicato: non credo che ci sarà la corsa per venire al Carnevale. E la primavera, soprattutto la Pasqua, è un periodo molto favorevole per tutte le imprese turistiche: dopo due anni passati in casa, sarebbe una manna. Maggio sarebbe un mese tutto sommato libero, da poter occupare con il Carnevale».

Alle categorie si rimprovera spesso di guardare solo al proprio interesse economico. Che non sempre coincide con l’interesse della città e della sua manifestazione principale. A questa critica gli imprenditori replicano parlando da genitori. «Le famiglie con bambini, che sono un pubblico di riferimento per il Carnevale, non hanno ancora deciso come comportarsi – dice Sandra Lupori – Tra loro mi ci metto anch’io. Nonostante i vaccini anti-Covid ci abbiano aiutato moltissimo, anche tra i più piccoli, siamo ancora esposti al contagio. Le conseguenze sulla salute sono poche, per fortuna, ma non sul resto della vita: bisogna stare in casa in isolamento se si è positivi o in quarantena se si è un contatto. Non si può lavorare. Io non me lo posso permettere e credo che altri la pensino come me». Giannerini concorda: «Andare ai corsi con la possibilità di prendere il Covid è tutt’ora un’eventualità da considerare. Al di là del super Green pass richiesto».

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