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Elezioni a Camaiore, FdI non sceglie il candidato e crescono i mal di pancia nel centrodestra - Il punto
Si era inizialmente parlato di ore, al massimo un paio di giorni: accadeva una settimana fa.Ora le elezioni per il presidente della Repubblica hanno preso il sopravvento
CAMAIORE. Un nome da Fratelli d’Italia ancora non c’è. Ma la pazienza del resto del centrodestra, sul tema della scelta del candidato sindaco da opporre al centrosinistra alle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno in primavera, potrebbe arrivare ben presto agli sgoccioli. Si era inizialmente parlato di ore, al massimo un paio di giorni: accadeva una settimana fa.Ora le elezioni per il presidente della Repubblica hanno preso il sopravvento costringendo a Roma anche un pezzo da novanta del comitato provinciale e toscano come l’onorevole Riccardo Zucconi, e senza di lui a dare l’imprimatur sembra difficile che il partito si esponga su un candidato ufficiale.
«È dalla prima riunione che abbiamo fatto, al frantoio di Giampaolo Bertola, che questa situazione va avanti» borbottano con un certo malumore dalle fila della Lega, dalle quali il coordinatore camaiorese Riccardo Micheli è stato il primo - ormai due settimane fa - ad esporsi pubblicamente come candidato e a sedersi al tavolo delle trattative per scegliere un nome unico che guidi la coalizione allo scontro con il candidato del centrosinistra Marcello Pierucci.Pochi giorni, da quel primo passo avanti, sono bastati a Forza Italia per incoronare Marcello Mancini come il proprio candidato ma da allora entrambi stanno aspettando che il gioco delle tre carte di Fratelli d’Italia - Claudia Bonuccelli, Massimiliano Micheli e Riccardo Erra, ora trasformatosi in un duello dopo il passo indietro di quest’ultimo - si risolvesse rivelando l’asso vincente.Una speranza vana.
I tempi si sono rivelati tutt’altro che rapidi e sebbene ormai pare che ogni giorno possa essere quello buono - impensabile che nel 2022 non ci si possa collegare online per un vertice tra la Versilia e Roma - di volta in volta la situazione sembra ristagnare. Le indiscrezioni dal partito sembrano ormai pronte ad indicare in Claudia Bonuccelli la candidata del partito di Giorgia Meloni, nel segno di una scelta coraggiosa e controcorrente (anche rispetto al passato) con una donna conosciuta sul territorio decisa a scardinare la pletora di candicati uomini presentati dagli altri partiti.Eppure - lo abbiamo più volte ribadito anche nei giorni scorsi - le divisioni che una candidatura come quella dell’avvocatessa ex An porterebbe nella coalizione non spengono del tutto le chance di Massimiliano Micheli.
Dalla Lega Riccardo Micheli è stato chiaro: il suo appoggio a FdI arriverà solo in caso di una volontà comune della coalizione, nient’affatto incondizionato come farebbero presagire gli accordi lucchesi.Detta così, però, sembra il classico cane che si morde la coda. Perché sul versante di Forza Italia Marcello Mancini è tutt’altro che disponibile ad accantonare le proprie chances di uomo moderato e in grado di godere anche dell’appoggio delle liste civiche (in primis, "Futuro nelle radici" guidata dall’ex sindaco Bertola) .
«Stiamo aspettando che Fratelli d’Italia presenti il proprio nome, come tutti - ribadisce intanto il candidato forzista - ma non si può ragionevolmente aspettare in eterno per sciogliere il nodo principale, quello della coalizione: le elezioni, salvo ritardi, saranno a maggio e anche se ancora possiamo fare una campagna elettorale dignitosa non possiamo permetterci di aspettare ancora».Forza Italia, chiarisce ulteriormente Mancini, «non metterà veti su nessuno, ma neppure li accetteremo: mi sono fatto avanti perché sono convinto che intorno a me il centrodestra possa presentarsi unito anche con le proposte civiche». «E il nostro progetto - conclude lo steso Mancini - farà sicuramente valere il proprio peso quando sarà il momento di fare una scelta».
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