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Altri cinque morti per Covid in Versilia, in meno di un mese i decessi sono stati venti
Dal primo gennaio la Versilia ha pianto tanti nonni: il più giovane aveva 67 anni ed era di Camaiore, la più anziana 90
viareggio. In Versilia si continua a morire per il Covid. È uno stillicidio tanto silenzioso quanto doloroso. Dal 1° al 26 gennaio, sono venti le persone che se ne sono andate a causa del virus e che erano residenti tra Viareggio, Camaiore e Massarosa, Forte dei Marmi e Pietrasanta, Seravezza e Stazzema; a loro si aggiunge un’ulteriore vittima che arrivava dalla Lucchesia e che è morta all’ospedale Versilia.
Mercoledì 26 gennaio, poi, è stato il giorno peggiore dall’inizio del 2022: il bollettino dell’Asl nordovest indicava cinque morti: due residenti a Viareggio, due a Camaiore, uno a Pietrasanta. Viareggio piange Adua Belli, 86 anni, il cui ultimo saluto, a cura della Croce Verde, ci sarà domani alle 10 al cimitero comunale; sempre da Viareggio se n’è andata anche Antonina Viviano, 89 anni, per lei oggi sarà il giorno della benedizione, alle 14, alla Casa funeraria Ferrante in via Fratelli Cervi, poi sarà accompagnata al cimitero. Nel bollettino di ieri comparivano anche i nomi di Maria Pellegrini, 89 anni e Antonio Pardini, 88 anni, entrambi di Camaiore; Fabio Tommasi, 87 anni, di Pietrasanta. Bisogna precisare, però, che non tutte le morti sono da attribuire alla giornata di ieri, tant’è che per alcune delle persone scomparse si sono già svolte le funzioni religiose. Fatto sta che a così tanti decessi non eravamo più abituati almeno dalla primavera scorsa. Quattro decessi si erano registrati il 16 gennaio e già erano sembrati moltissimi.
Dal 1° gennaio a ieri, l’età media delle persone morte in Versilia per il Covid è abbastanza alta: la vittima più giovane aveva 67 anni ed era di Camaiore, la più anziana versiliese ne aveva 90 ed era di Pietrasanta (96 anni aveva invece l’anziano della Lucchesia che si è tentato di salvare all’ospedale Versilia) .
E veniamo dunque al fronte dei contagi: il bollettino dell’Asl nordovest ieri indicava 167 nuovi casi di contagio da coronavirus attribuibili a Viareggio; segue Camaiore con 99 test che hanno reagito positivamente al virus, a Massarosa sono stati invece 72, a Pietrasanta 53, 23 a Seravezza, otto a Forte dei marmi e cinque a Stazzema.
Fino a sabato scorso, erano sette su otto i letti occupati nella terapia intensiva dell’ospedale Versilia: e sul totale dei pazienti ricoverati soltanto uno aveva più di 70 anni; l’età media è bassa, è di 53-54 anni, la permanenza media è di una quindicina di giorni e in quello che è uno dei reparti a più alta intensità di cura ci sono ricoverate sono anche persone sotto 40 anni di età: è il quadro che ha disegnato per Il Tirreno, qualche giorno fa, Ettore Melai, responsabile del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Versilia.
Secondo gli addetti ai lavori il peggio di questa ultima ondata – tutto ciò che si è visto, per esempio, al pronto soccorso durante i giorni delle festività natalizie, potrebbe – dovrebbe – essere dietro alle nostre spalle, ma ciò non significa che i ricoveri in ospedale e nella terapia intensiva si fermeranno all’improvviso, così dall’oggi al domani.
Intanto ieri, secondo il bollettino giornaliero della Regione, in Toscana erano – quasi 700mila le persone contagiate dal coronavirus – 694.195 i casi – 10.535 in più rispetto al giorno precedenti; di essi 3.808 sono stati confermati con tampone molecolare e 6.727 da test rapido antigenico.
Si tratta di numeri ancora preoccupanti, che non consentono ancora di tirare un sospiro di sollievo, anche se la pressione sul pronto soccorso – e di conseguenza sui reparti ospedalieri – sta piano piano diminuendo rispetto alla seconda metà di dicembre.
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