Gioco
L’Autorità portuale: l’erosione innescata dal porto di Carrara
I Paladini Apuo Versiliesi: confermata la pericolosità delle opere di ampliamento senza la spiaggia è in pericolo l’economia turistica dell’intero comprensorio
FORTE DEI MARMI. Il porto di Marina di Carrara è concausa dell’erosione e ha innescato il fenomeno erosivo. Ad affermarlo adesso è nientemeno che Mario Sommariva, presidente dell’Autorità portuale del mar Ligure orientale. «Il processo erosivo della costa – scrive infatti Sommariva – è determinato anche dall’effetto deleterio dei tantissimi interventi distribuiti lungo la stessa e a volte mal concepiti, effetti questi che nulla hanno a che vedere con il porto di Carrara, che pertanto è concausa, non causa unica».
L’inattesa risposta è arrivata ieri ai Paladini ApuoVersiliesi che assieme a ben tredici associazioni turistiche (tra cui balneari, albergatori, centro commerciale naturale e Confcommercio di Forte dei Marmi), che prima di Natale avevano chiesto proprio all’Autorità prove e calcoli in grado di dimostrare che le previste opere di ampliamento del porto apuano non accelereranno il fenomeno erosivo e non comporteranno rischio idrogeologico.
«Siamo di fronte ad un’affermazione forte – ha commentato Orietta Colacicco, storico presidente dei Paladini Apuo Versiliesi – che io ricordi messa per scritto per la prima volta, ma non si può negare che il porto di Carrara abbia la responsabilità primaria. Siamo i primi a sostenere che pennelli, geotubi, salsicce, scogliere e così via, che per decenni si sono succeduti, hanno accelerato l’erosione spostandola più a sud, a fronte di un modesto ripascimento locale. Le fotografie dei primi del novecento e degli anni trenta dimostrano però il velocissimo sorgere del fenomeno erosivo subito dopo la realizzazione del porto, e allora non si era ancora dato il via alle opere di mitigazione. Del resto, ci ha scritto ancora il presidente dell’Autorità portuale Sommariva, lo studio del nuovo piano regolatore è stato sviluppato “senza introduzione di opere che amplifichino il processo erosivo innestato dal porto di Marina di Carrara”. Una affermazione ancora più forte – continua Colacicco – che mette in risalto la pericolosità di opere di ampliamento, visto che l’erosione è già in atto, ed è per questo che abbiamo chiesto studi, prove, calcoli che dimostrino che non porteranno ulteriore erosione».
Queste rassicurazioni – prosegue la portavoce dell’associazione apuoversiliese – dicono anche che gli studi sono stati portati avanti da società di “lignaggio” che operano con modellistica e calcoli numerici raffinati oggi a disposizione, quindi non con un approccio in qualche modo “sommario” come quello della relazione Lizzoli del 1801 a cui sempre i Paladini fanno riferimento.
«Questa relazione però diceva una cosa inconfutabile – continua ancora Colacicco – ovvero che il porto di Marina Carrara già allora in ipotesi sarebbe stato innaturale e per questo avrebbe portato all’erosione della spiaggia. Ed è proprio quello che poi è successo. Prendiamo atto comunque – continua la presidente dei Paladini – che per ora niente prove. A noi però sta a cuore l’intero comprensorio e il porto di Carrara è il porto del territorio apuoversiliese, al quale deve rapportarsi in senso sostenibile, senza arrecare danno alcuno. Per noi non deve passare la minima idea che tanto la costa è già compromessa, chi sia il colpevole non ha importanza, la costa va curata, migliorata, risistemata, con opere di mitigazione efficaci e soprattutto va tutelata, perché ulteriori opere a mare non vadano a incrementare il processo erosivo in atto, che, ed è sotto gli occhi di tutti, è arrivato fino a Vittoria Apuana. La costa vive di turismo, dando lavoro a più di quindicimila addetti, oltre all’indotto, in funzione dell’esistenza della sua spiaggia. Tempo fa, il presidente dell’Autorità portuale del mare ligure orientale Mario Sommariva aveva detto che senza ampliamento il porto muore, ecco noi diciamo che senza la spiaggia a morire è invece l’intero comprensorio apuoversiliese».
Intanto vista la disponibilità del presidente Sommariva, i Paladini Apuo Versiliesi hanno chiesto per la seconda metà di febbraio un incontro via zoom, destinato ai Paladini stessi, alle associazioni e a una rappresentanza dei cittadini, «perché – conclude Colacicco – può essere che pur vedendosi non di persona, ma in video, riusciamo a trovare delle convergenze e chiarirci altri aspetti».
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