Gioco
Una parete decorata in ricordo dei bambini uccisi a Sant’Anna di Stazzema
Il progetto della Croce verde realizzato dagli studenti del liceo artistico Stagi sui muri di Villa Ciocchetti
PIETRASANTA. Per «non dimenticare gli orrori della guerra». Un messaggio che nel volgere lo sguardo al passato resta più che mai, e purtroppo, attuale quello in calce al progetto “Bambini nelle stelle” presentato nella giornata di ieri al liceo Stagio Stagi e ideato e promosso dalla Croce Verde per ricordare le vittime sotto i 16 anni di età della strage di Sant’Anna di Stazzema. Vittime i cui nomi saranno riportati nelle formelle artistiche realizzate dagli studenti dello Stagi che andranno a dare vita a tre composizioni da allestire nella casa di riposo di Villa Ciocchetti. Villa di proprietà e gestita dalla più antica pubblica assistenza in Italia.
Tutte insieme le ceramiche andranno appunto a comporre un’immagine che si potrà vedere lungo via Sant’Agostino, sulla parete esterna della Rsa Villa Ciocchetti.
Una piastrella in particolare verrà dedicata “ai bambini mai nati”, a seguito della strage di otto giovani donne in gravidanza.
È stata la commissione, di cui facevano parte il presidente della Croce Verde Gabriele Dalle Luche, il dirigente scolastico Germano Cipolletta e l’onorevole Carlo Carli a “certificare” i nomi dei tre studenti firmatari delle idee vincenti: Eva Federigi, Daniel Battistini e Elisa Mosti.
«Gli elaborati pittorici, oltre ad andare a fare parte di una mostra virtuale sui social della scuola e della Croce Verde, verranno esposti al pubblico nel Chiostro di Sant’Agostino dal primo al dodici febbraio: durante una cerimonia sarà assegnato un riconoscimento ai tre studenti e a tutti coloro che hanno partecipato» si legge in una nota. «Settantotto anni fa, poco lontano da noi si è compiuto uno dei più orribili crimini contro l’umanità della seconda guerra mondiale, la strage di Sant’Anna di Stazzema e siamo ripartiti dal restituire memoria a quelle piccole vittime che come e più delle altre – le parole di Dalle Luche – non avevano nulla a che fare con la guerra. Vogliamo ricordarne i nomi perché la dignità dell’individuo si forma laddove si finisce di riassumerlo in un numero che per quanto grande non può mai raccogliere, sogni, speranze, talenti di vite che non si sono potute compiere».
L. B.
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