Sicurezza
Triplicate le aree espropriabili a Pietrasanta: rischio contenziosi per il Comune
Il piano operativo rivoluziona le modalità della procedura. I consiglieri Pd invitano i cittadini a presentare osservazioni
PIETRASANTA. Si triplicano, rispetto al passato, le aree oggetto di esproprio sul territorio comunale. A certificarlo il nuovo piano operativo che ne rivoluziona le modalità «con l’amministrazione Giovannetti che si è guardata bene dallo spiegare questa grande novità» sostengono Rossano Forassiepi e Nicola Conti del Pd.
«Accanto alle aree soggetto a esproprio diretto per pubblica utilità, per esempio per adeguare una strada, un parco o un parcheggio, vengono introdotte per la prima volta le aree non soggette a esproprio diretto in quanto inserite negli ambiti di trasformazione e soggette a compensazione urbanistica. In parole semplici – precisano dal Pd – da una parte aumenteranno esponenzialmente le aree soggette a esproprio, dall’altra i proprietari di futuri comparti che hanno in previsione la realizzazione di un parcheggio, o altro, qualora ne ritardassero l’esecuzione per motivi legati magari al fatto che vi sono vari proprietari con esigenze diverse, l’amministrazione avrà la possibilità di procedere all’esproprio e realizzare in proprio le opere. In questi casi, i proprietari del terreno dovranno rimborsare i costi sostenuti dal Comune per l’acquisizione dell’area e la relativa realizzazione delle opere pubbliche. E ancora: nei lotti edificabili in cui è prevista anche una parte di pubblica utilità come parcheggio o verde, mentre in precedenza le aree non erano soggette a esproprio e il proprietario doveva soltanto cederle al Comune, adesso saranno gravate da subito dal vincolo preordinato all’esproprio. In pratica l’amministrazione Giovannetti diventa paladina dell’esproprio diffuso nei confronti dei propri cittadini».
«Altra notizia è che coloro che sono proprietari delle aree cosiddette di “atterraggio”, ossia dove l’edificabilità di altri prevista in altre zone può essere trasferita in terreni posti anche a distanza di chilometri, saranno anch’essi soggetti a esproprio. Pertanto si configura un ulteriore appesantimento delle procedure e dei rapporti civilistici economici tra privati – aggiungono Forassiepi e Conti – che determinerà di fatto la mancanza di attuazione di queste previsioni, che in effetti sono fuori da ogni logica. Altra conseguenza di questa decisione è la perdita di valore di questi terreni che avranno pendenti una previsione di potenziale esproprio. Non da poco invece è la questione della reiterazione del vincolo espropriativo, che in molti casi potrebbe portare il Comune, e quindi la collettività, a risarcire i proprietari che hanno visto gravato il proprio terreno dal vincolo per due strumenti urbanistici successivi, con un enorme rischio dell’ente in ottica ricorsi e contenziosi: dunque nessuna opera realizzata e molti costi per i cittadini – sottolinea il Pd – un sistema di pianificazione approssimativo e teso esclusivamente alla rendita fondiaria. Invitiamo i proprietari interessati da queste previsioni a valutare di presentare specifiche osservazioni per rivedere e migliorare o stralciare queste previsioni prive di condivisione».
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