Il Tirreno

Versilia

Il Consiglio di Stato: valide le vecchie concessioni balneari

Melania Carnevali
Il Consiglio di Stato: valide le vecchie concessioni balneari

Direttiva Bolkestein, sentenza riconosce i diritti di chi gestisce le spiagge da prima del 2009. Confermata però la scadenza al 2023. La categoria: «Comunque soddisfatti»

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Una nuova sentenza del Consiglio di Stato relativa a un chiosco in Maremma conferma la validità delle concessioni balneari pre-2009. Ma non sposta di molto la questione delle aste delle spiagge, se non riconoscendo che i balneari che hanno concessioni antecedenti a quella data – in pratica lo spartiacque tra il prima e il dopo la direttiva Bolkestein – hanno diritto a vedersi riconosciuto il principio del legittimo affidamento.

La sentenza riguarda i titolari di un chiosco in area demaniale in località Campese all’Isola del Giglio, dopo un ricorso proposto dall’Agenzia del Demanio. La sentenza di Palazzo Spada afferma anche la validità dei rinnovi automatici delle concessioni istituiti prima del recepimento della direttiva Bolkestein, pur ribadendo i concetti riportati dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del novembre scorso, con il quale si afferma che «le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative già in essere continuano a essere efficaci sino al 31 dicembre 2023». La sentenza è stata commentata favorevolmente dai balneari, che chiedono al Governo e al Parlamento di tenere conto del giudizio del Consiglio di Stato nei prossimi lavori del tavolo tecnico istituito dall’Esecutivo.

«Il Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi sulla situazione di un’impresa balneare nostra associata sulla base del ricorso fatto dall’agenzia del demanio – spiega Adalberto Sabbatini, presidente dei Balneari di Cna Grosseto – conferma che la direttiva Bolkestein non può essere applicata ai rapporti concessori instaurati prima del 2009, anno in cui la direttiva è stata recepita dall’ordinamento italiano con decreto». È una decisione – continua Sabbatini – in linea con le nostre osservazioni, perché da anni ci battiamo affinché siano riconosciuti i diritti ai titolari delle concessioni demaniali marittime. Si tratta di una vittoria non solo per l’impresa nostra associata, chiaramente, ma per tutto il settore balneare, che dà speranza verso una soluzione diversa di questa controversia che dura ormai da dodici anni».

Più cauto il commento del presidente dell’Associazione stabilimenti balneari di Grosseto, Simone Guerrini: «La sentenza del 13 gennaio scorso della sesta sezione del Consiglio di stato, ha dichiarato dei principi fondamentali a noi favorevoli – sottolinea – perché distingue le concessioni assegnate prima del 28 dicembre 2009 e quelle assegnate dopo. Le prime hanno dei diritti che le seconde non hanno, quindi siamo in presenza di un doppio binario». Secondo Guerrini la sentenza «rafforza i diritti delle concessioni nate prima del 2010 sia in caso di richieste degli indennizzi che in caso di riconoscimento del legittimo affidamento. Direi siano quasi la totalità dei casi». La sentenza apre sicuramente nuovi scenari nella trattativa con il Governo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa