Gioco
I Giannoni conquistano la famiglia reale della Thailandia
PIETRASANTA. Definirli gli artisti di fiducia della famiglia reale thailandese e del sovrano Vajiralongkorn, è obiettivamente eccessivo, sta però di fatto che Ulderigo e Alberto Giannoni, padre e figlio, artigiani di spessore e talento nella lavorazione del marmo con laboratorio in terra di Pietrasanta dalle parti di via Iare, a Bangkok hanno un discreto numero di estimatori. Tanto che nel breve volgere di pochi anni i Giannoni hanno realizzato oltre 20 busti della figura del Re e ancora una maxi-scultura dedicata alla principessa Maha: testimonianze che oggi sono esposte in palazzi e ancora in diverse località.
Un laboratorio, quello dei Giannoni, che realizza e produce opere che evocano sculture classiche, moderne e religiose, utilizzando la vecchia tecnica della lavorazione del marmo facendo ricorso a modelli in gesso che possono essere poi riprodotti in varie dimensioni. Un approccio di alta professionalità artigianale caratterizzato, negli anni, da significative collaborazioni, quello di Ulderigo e Alberto Giannoni che hanno lavorato d’intesa con artisti internazionali come Giò Pomodoro, Novello Finotti, Giuliano Vangi, Armando Marrocco, Henry Schiowitz, Kan Yasuda, Maria Gamundi e Ivan Theimer giusto per citarne alcuni e ancora mettendo la firma su opere posizionate, ad esempio, nel cimitero di Hollywood Hills- Forest Lawn o ancora in piazza Macedonia Square a Skopje oltre appunto a quelle in marmo bianco per la famiglia reale thailandese.
E sempre in Thailandia, nelle scorse settimane, è stata inaugurata la scultura del San Michele Arcangelo, un’importante statua in marmo bianco di Carrara modellata dai Giannoni che si contraddistingue per la grande difficoltà tecnica di realizzazione con le sue ali che si aprono fino ad estendersi a 180 centimetri. Scultura commissionata da una chiesa cattolica, che prende spunto dalla statua collocata a Roma, a Castel Sant’Angelo: in realtà il San Michele realizzato in sinergia dai Giannoni – Ulderigo e i figli Alessia e Alberto – con la Fonderia Versiliese, e il MagmaStudio, doveva essere inaugurato diversi mesi fa, più precisamente nel maggio scorso, ma varie problematiche, innescate dall’emergenza sanitaria e non solo, hanno fatto slittare un vernissage di cui in Thailandia e in particolare a Nongseng dove si trova la chiesa, si è parlato a lungo dando adeguato risalto al made in Pietrasanta. Un giusto riconoscimento per quei pochi artigiani che, nonostante le difficoltà e le problematiche del momento oltre ad un ricambio generazionale che stenta a prendere forma, continuano a valorizzare e a dare sostanza al prestigio della Piccola Atene. E lo fanno nel silenzio di laboratori di scultura che continuano a scrivere pagine d’arte nel nome di Pietrasanta.
L. B.
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