Sicurezza
Cresce la platea dei bisognosi E c’è chi se ne approfitta
viareggio. È una truffa quanto mai odiosa quella escogitata ai danni dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, l’Inps, da un uomo siciliano residente in città e da un consulente del lavoro livornese (leggi servizio sopra): lo è soprattutto per il “quando” è stata messa a segno e per il periodo in cui è stata perpetrata.
I due truffatori hanno fatto incassare a persone assunte fittiziamente – e in parte hanno incassato – soldi pubblici destinati al sostegno dei lavoratori in difficoltà: parliamo dei fondi stanziati dal governo per alimentare la cassa integrazione salariale, ma parliamo anche dei fondi per la Naspi (acronimo di Nuova assicurazione sociale per l’impiego), nota più comunemente come indennità di disoccupazione. La percezione indebita di benefici per il sostegno del reddito è perdurata – ha appurato il gruppo della guardia di finanza di Viareggio che ha condotto le indagini e alla fine ha denunciato 42 persone – anche durante l’emergenza sanitaria da coronavirus, cioè nei lunghi mesi in cui si è straordinariamente e incredibilmente ampliata la platea di chi era in difficoltà.
L’azione dei finanzieri testimonia l’impegno nell’attività preventiva e repressiva contro il variegato sottobosco delle frodi ai danni dello Stato: a tutela del corretto impiego delle risorse pubbliche destinate, con sforzi finanziari considerevoli, a chi è economicamente più debole nella nostra collettività; si tratta di un’attività tanto più importante quanto più si considera un contesto d’emergenza come quello attuale. Dal lockdown sono, per esempio, cresciute in maniera esponenziale le richieste di accesso alla cassa integrazione e alla cassa integrazione in deroga da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti.
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