Sicurezza
Voto a Camaiore: Micheli e Mancini candidati, è caos nel centrodestra
A pochi mesi di distanza dalla chiamata alle urne per i cittadini di Camaiore, la situazione nel centrodestra appare particolarmente frammentata
CAMAIORE. A pochi mesi di distanza dalla chiamata alle urne per i cittadini di Camaiore, la situazione nel centrodestra appare particolarmente frammentata. Mentre sul fronte opposto la situazione ha assunto una conformazione già ben precisa – con Marcello Pierucci candidato del centrosinistra, nel segno della continuità con l’amministrazione uscente, ed Enrico Marchetti candidato della coalizione “Camaiore popolare” che racchiude al suo interno Rifondazione comunista e Potere al popolo – tra i ranghi del centrodestra vige la frammentazione.
Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia stanno vivendo da mesi in una sorta di stallo alla messicana degno dei migliori western. Una situazione d’impasse che però sta logorando non solo i cittadini di Camaiore ma gli stessi equilibri politici tra le forze in campo, impegnate al tempo stesso a difendere il proprio ruolo nella prossima corsa elettorale e a cercare di cavare fuori dal cilindro un nome in grado di mettere tutti d’accordo.
Il vero problema è il tempo, sempre più stringente per trovare una soluzione unificante. Non a caso nei giorni scorsi Riccardo Micheli, coordinatore della Lega e capogruppo in consiglio comunale, ha deciso di fare un passo avanti e di presentare la propria candidatura. Una scissione? Nemmeno per idea: più che altro un colpo d’avvertimento. Non che le intenzioni non siano serie: il nome di Micheli – figura dal passato politico autorevole e che sicuramente gode della stima del proprio partito – rappresenta una candidatura di un certo peso ma è frutto proprio di un accordo ancora in cantiere e, se il tridente politico del centrodestra riuscirà a proporre un candidato di coesione, in quanto tale potrebbe essere destinato a cadere.
L’unica alternativa è la capacità di Micheli di accomunare tutti quanti nella sua scia, ma l’impresa non sembra facile perché sia Fratelli d’Italia (con Massimiliano Micheli, Riccardo Erra e Claudia Bonuccelli) che Forza Italia (con il capogruppo Marcello Mancini) hanno presentato sul tavolo delle trattative nomi di peso del partito per la prossima corsa elettorale. E nella mischia, seppur per ora piuttosto sottotraccia, spunta anche il nome dell’ex capogruppo Udc Pierfrancesco Pardini. Oltre a quello dell’ex sindaco Giampaolo Bertola.
Sebbene con la propria lista civica “Futuro nelle radici” si sia dichiarato disponibile ad appoggiare «chiunque sarà il candidato in grado di rappresentare il centrodestra unito», Bertola non ha fatto mancare il suo endorsement proprio a Mancini. Eppure «se i gruppi politici si unissero e mi cercassero come loro candidato – ammette – potrei anche farmi avanti. Ma con delle garanzie di condivisione della scelta». Trovare la quadra in questo caos sembra sempre più difficile. Stando alle indiscrezioni tra i partiti, un nome alla fine dovrà essere fatto entro fine mese. E dovrà essere un nome forte, per avere una speranza di recuperare il terreno (e il tempo) perso nei confronti di un centrosinistra sempre più rafforzato nella corsa alle urne dall’incertezza nello schieramento opposto.
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