Lutto
Crac della Essedi, padre e figlio assolti dal giudice dopo il fallimento dell’azienda
La famiglia Romanini ha visto riconosciute le sue ragioni anche in appello, oltre che di fronte al Tribunale delle imprese
VIAREGGIO. Si chiude con l’assoluzione in appello la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolti padre e figlio nel fallimento di un’importante impresa viareggina: la Essedi.Dopo il verdetto di primo grado che aveva scagionato Giovanni Romanini, nei giorni scorsi è arrivata anche la sentenza di appello favorevole al figlio, Simone Romanini. Entrambi erano ex amministratori della Essedi srl, attiva nel settore delle mattonelle e capace di arrivare a impiegare fino a 80 dipendenti nel momento più favorevole. L’azienda era stata dichiarata fallita nel marzo del 2011, finendo travolta come altre dalla crisi dell’edilizia.
Secondo l’accusa, rappresentata dalla Procura di Lucca, gli amministratori dell’azienda che si erano succeduti nel tempo, avevano distratto (cioè tolto dalla disponibilità dell’azienda) denaro e merce per non farli avere dai creditori. Da qui l’accusa di bancarotta. Nel mirino, oltre a Romanini padre e figlio, erano finiti gli amministratori che avevano preso in seguito il loro posto, più altri imprenditori e professionisti. Tutti condannati in primo grado, ad eccezione di Giovanni Romanini che era stato assolto assieme a un imprenditore di Parma: il giudice di primo grado ne aveva riconosciuto subito l’estraneità. Simone Romanini, che a differenza del padre era condannato in primo grado a 2 anni e mezzo di reclusione, ha fatto ricorso. Una volta in appello, lo stesso procuratore generale ne ha chiesto l’assoluzione. Da qui il verdetto a lui favorevole.I Romanini nel processo penale sono stati assistiti dagli avvocati Filippo Tacchi e Andrea Bagatti, mentre in sede civile - di fronte al Tribunale delle imprese di Firenze - sono stati rappresentati dall’avvocato Renzo Beccari. «Siamo soddisfatti di come si è conclusa la vicenda, che è stata molto complessa e che ha visto i nostri clienti affrontare un percorso difficile, di sofferenza - dicono gli avvocati - Ci tenevano a dimostrare la loro estraneità alle accuse e lo hanno dimostrato, sia in sede penale che in sede civile».
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