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Edilizia, via la perequazione «Così sarà più facile costruire»

Tiziano Baldi Galleni
Edilizia, via la perequazione «Così sarà più facile costruire»

La novità, secondo il piano dell’amministrazione, riguarderà solo i piccoli lotti «In questo modo il privato non dovrebbe più effettuare le opere pubbliche»

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Tiziano Baldi Galleni

SERAVEZZA. Per favorire il settore dell’edilizia, l’amministrazione Alessandrini potrebbe togliere lo strumento della perequazione sui piccoli lotti. Ad esempio, per una nuova edificazione, come la costruzione di un’abitazione per una famiglia, il privato – se così fosse – non dovrebbe più cedere niente al Comune in opere pubbliche, ma soltanto gli oneri di urbanizzazione. È questa una delle novità più importanti che potrebbe riguardare il nuovo piano urbanistico del Comune di Seravezza.

Lo strumento di pianificazione infatti da quest’anno inizierà una fase di revisione, come ha spiegato il vicesindaco delegato Adamo Bernardi. Fino ad oggi il Comune ha beneficiato di questo strumento urbanistico – la perequazione – sia dalle piccole che dalle grosse operazioni (sulle quali probabilmente la perequazione rimarrà) .

Prevede che per ogni nuova costruzione, su un lotto vergine, vengano cedute al Comune aree destinate a servizi o infrastrutture (come parcheggi o un tratto di via pubblica) come equa compensazione urbanistica. In alternativa il proprietario può versare un corrispettivo economico nelle casse del Comune. Questo ultimo caso è quello che è avvenuto sostanzialmente con l’operazione del Penny Market a Ponte di Tavole, dove la proprietà ha sborsato circa 1 milione di euro, che l’amministrazione utilizzerà in buona parte per riqualificare le piazze di Querceta.

«In un mercato dell’edilizia in espansione va tutto bene – ha detto Bernardi, delegato alla pianificazione territoriale -. Diverso è se il settore delle costruzioni e dell’economia subiscono un rallentamento, com’è il contesto attuale. Ma per prima cosa dovremo chiudere il piano strutturale, che è a buon punto. È previsto a breve un incontro con l’uffici tecnico e nel corso dell’anno ci sarà la sua adozione. Nel frattempo nei prossimi mesi incaricheremo dei professionisti per la stesura del nuovo piano operativo (urbanistico)».

Prima del 2023 probabilmente non vedrà la luce. Ma i punti su cui sono attesi cambiamenti da diversi professionisti del territorio non sono pochi. «La volontà è di fare un piano chiaro, leggibile e possibilmente che non ci sia bisogno di interpretazioni – prosegue Bernardi -. Oggi la materia urbanistica, con la legge regionale 65 del 2014, purtroppo è molto complicata e bisogna districarsi in queste norme. Perciò cercheremo di fare un piano operativo che sia comprensibile e non dia adito a fraintendimenti».

Il vicesindaco poi non si nasconde dietro al fatto che per quanto riguarda i piccoli lotti di terreno la perequazione abbia meno senso. E quindi non ha escluso che sotto certe dimensioni potrebbe essere tolto questo strumento di pianificazione. Perché forse alcuni interventi che in questi anni avrebbero potuto concretizzarsi, sono invece rimasti al palo proprio perché i proprietari non volevano subire la perequazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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