Sicurezza
Del Dotto dice sì all’uso del peracetico
Il sindaco dopo l’intervento della presidente degli albergatori «Ok all’uso dell’acido negli impianti, non nei corsi d’acqua»
Camaiore. Sì all’uso dell’acido peracetico negli impianti di depurazione e non direttamente nei corsi d’acqua. È questo il piano del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto per tamponare l’emergenza inquinamento nel mare della Versilia. La presa di posizione del primo cittadino arriva dopo le perplessità della presidente degli albergatori, Maria Bracciotti.
«Il contesto dell’accordo di programma – spiega Del Dotto – è un contesto necessario, che costringe i vari attori della soluzione all’annoso tema della balneazione dentro uno schema di responsabilità che prima non esisteva. Gaia si è assunta le proprie responsabilità e deve portare a termine il lavoro di progettazione e programmazione di interventi sulla propria rete. La Regione – va avanti facendo il quadro della situazione – ha sostenuto e finanziato la sperimentazione del peracetico, al momento sospesa, i cui risultati certificati restano significativi e danno una prima risposta positiva alle attese che avevamo. Dunque – aggiunge con un filo di polemica è anche l’ora di finirla con la litania dei “soldi buttati”: sono buttati se non si fa più niente, non se si riattiva la disinfezione). Ed è sempre la Regione ad aver dato disponibilità con riguardo al potenziamento degli spandenti che Camaiore e Viareggio, nel 2013, avevano ripristinato e potenziato» . I Comuni, infine, «sono stati chiamati a investire sul controllo delle interferenze fra reti fognarie piovane e nere , capitolo su cui Camaiore ha investito una media di 50mila/75mila euro l’anno dal 2014, in un lavoro di certosino controllo che tutt’ora prosegue sul Lido».
Detto questo, il sindaco ricorda che il Comune di Camaiore è stato il primo a sollecitare la Regione «per questo ho chiesto all’assessore Monia Monni e alla professoressa Annalaura Carducci di valutare la possibilità di riprendere la disinfezione delle idrovore (fase I) rendendola stabile e non più sperimentale, senza attivare l’uso del peracetico nei corsi d’acqua (fase II) che invece resta in sospeso in attesa di un cenno dell’Istituto superiore di Sanaità».
Sulla questione “peracetico” conclude: «È vero che gli interventi strutturali di Gaia e Consorzio di Bonifica sono cruciali e che la disinfezione delle idrovore, a valle, è solo un frammento di questo lavoro, che va fatto a monte; tuttavia – poiché sono pragmatico e non ideologico – ritengo che nel frattempo che gli interventi strutturali procedono sia meglio procedere con qualcosa di efficace – come la sperimentazione ha dimostrato -, piuttosto che starsene con le mani in mano, affidati alla pur benvenuta Provvidenza manzoniana».
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