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Scontro tra pescherecci al largo di Viareggio, proprietario di un natante risarcito con 54mila euro
La vicenda risale a 5 anni fa quando avvenne la collisione tra il “Padre Pio” e il “Versilia” con danni alle imbarcazioni Le responsabilità dei timonieri
VIAREGGIO. La collisione tra due motopescherecci causa danni per centinaia di migliaia di euro. E alla fine il giudice civile condanna i proprietari delle due imbarcazioni: il titolare del peschereccio “Padre Pio” e quelli del motopeschereccio “Versilia”. Secondo il giudice il primo ha mancato il rispetto delle regole in tema di precedenza mentre il responsabile dell’altro natante è stato ritenuto responsabile in considerazione della evidenziata condotta gravemente imprudente.
La vicenda risale al 2 febbraio 2016. Il motopeschereccio “Padre Pio” si trovava in fase di pesca a 5-6 miglia dalla costa, con rotta di navigazione verso sud-est in condizioni di ottima visibilità e il conducente si è accorto del sopraggiungere del natante “Versilia” e avrebbe avuto il tempo per evitare la collisione. Ma il proprietario del “Padre Pio” anziché precauzionalmente abbandonare le operazioni di pesca per mettersi al timone e, nel caso, schivare l’altra imbarcazione, confidando nella condotta del timoniere dell’altra barca di stazza maggiore, non fece nulla per evitare l’impatto. Di contro anche il timoniere–proprietario del “Versilia” si limitò solamente a modificare la rotta per poi, abbandonare la cabina di pilotaggio, tornare a poppa per le operazioni di pesca lasciando il comando della nave in una chiara situazione di pericolo senza controllare la condotta del motopeschereccio “Padre Pio”.
In sede di dibattimento penale emerse che i due pescherecci navigavano con rotte incrociate e quindi, fondamentalmente, nonostante si fossero avvistati, hanno mantenuto rotte tali per cui sono andati a collidere. Stando alle norme della convenzione internazionale sugli abbordi di mare la Capitaneria di Porto riscontrò che il “Versilia” veniva dalla destra del motopeschereccio “Padre Pio” condizione che imponeva a quest’ultimo natante di lasciare libera la rotta come accade per la precedenza del codice della strada.
Di fatto il giudice del tribunale civile ha liquidato, dopo perizia medico legale del consulente tecnico del tribunale, il danno biologico al proprietario del peschereccio “Padre Pio” (che rimase leggermente ferito nell’incidente in mare) per un totale di 10.139 euro mentre per quanto concerne il danno all’imbarcazione il danno risarcibile, in considerazione dell’antieconomicità delle riparazioni, è limitato a 29mila euro. Infatti la differenza tra il valore del motopeschereccio ante sinistro (55mila euro) e il costo dei lavori per il ripristino del mezzo (quasi 80 mila euro) determina un valore post sinistro pari a 26.175 euro.
Al risarcimento per il danno biologico e a quello per il danno all’imbarcazione il giudice ha aggiunto anche il mancato guadagno del proprietario del “Padre Pio” nel periodo 3 febbraio-27 ottobre 2016 (data incidente e ripristino del motopeschereccio) stimato in 39mila euro ridotti a 15.665 euro per il concorso di colpa. In totale alla parte attrice – il proprietario del peschereccio “Padre Pio” – andranno complessivamente 54.704 euro mentre la parte convenuta, il legale rappresentante dell’imbarcazione “Versilia”, dovrà versare in solido a quello della “Padre Pio” soltanto il mancato guadagno (15.665 euro) mentre le assicurazioni Generali Italia a manlevare le due imbarcazioni assicurati nei limiti dell’importo di 14mila euro.
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