Sicurezza
Quando le due ruote diventano arte, Il “Bendini” al Forte compie ottant’anni
La storica attività aperta da Alfredo Capovani e oggi portata avanti dal figlio Roberto e dal nipote Franco: «È la storia della nostra gente che, con il lavoro e tanta fatica, lo ha realizzato»
FORTE. Il “Bendini” compie ottant’anni di attività, trascorsi tutti in Vaiana, dal 1942 nello scantinato di casa in via Martiri della Sassaia e poi, dal ‘45 sulla Provinciale di Marina, a due passi dal Ponte di Tavole, prima nel fondo che ora è della pasticceria e poi dal 1957 in quello che è la sua ormai storica sede. E in un paese ormai alieno alle attività che non siano griffate case di moda, il Bendini rappresenta davvero un patrimonio storico cittadino.
Qui davanti allo stesso bancone e sullo stesso pavimento, si lavora ancora oggi a telai, raggi, sellini, freni e ruote libere. Tutto sembra essersi fermato nel tempo, eppure è una bottega artigiana capace ancora di far sognare con biciclette stupende, ambitissime dai villeggianti e naturalmente dagli appassionati. Una storia quella del “Bendini”, alias Alfredo Capovani, davvero singolare, con lui, undicenne carico di passione, che va ad apprendere i segreti del mestiere da Pietro Galleni, in anni in cui le due ruote sono gran parte dei mezzi di trasporto della gente.
E grazie a Galleni conosce anche colui che qualche anno dopo lo “ribattezzerà” definitivamente: Umberto Dei, sì, stiamo parlando di colui che nel 1896 creò la sua prima serie di biciclette, proprio quando i fratelli Lumiére inventavano il cinema e Guglielmo Marconi il telefono senza fili, trasformandosi da geniale artigiano con la passione della bicicletta, pignolo all'inverosimile, mai sazio di prove e sperimentazioni, in uno storico industriale delle due ruote.
“Sei più veloce di Bendini!” sottintendendo a cambiare le ruote del campione massese al Tour de France, lo apostrofò Dei, e così Alfredo Capovani divenne per sempre il Bendini. E Bendini è rimasto, anche oggi che a occuparsi della bottega sono rimasti il figlio Roberto, ottant’anni portati alla grande proprio come l’attività di famiglia, e il nipote Franco. Anni di attività durante i quali non sono certo mancati aneddoti e storie da raccontare: a cominciare da chi è passato tra queste manubri e queste selle, che ne fanno anche il più vecchio negozio Dei d’Italia, ossia i più bei nomi della frequentazione del Forte dagli Agnelli ai Caprotti, fino a Giorgio Armani e alla Nobel Rita Levi Montalcini.
E oggi continuano, guardando già ai cent’anni e non mollano sull’artigianalità e l’inventiva. A Roberto e Franco Capovani sono arrivate, in questi giorni, sui social tante espressioni di augurio, tra cui quella del parlamentare fortemarmino Umberto Buratti: «Cari Roberto e Franco, Vi scrivo dal Palazzo di Montecitorio. L’Aula, il Transatlantico, i corridoi e le diverse stanze raccontano la storia recente del nostro Paese dal Regno d'Italia alla Repubblica». Secondo il deputato, «È la storia della nostra gente che, con il lavoro e tanta fatica, lo ha realizzato. Di quella storia, come la tessera del mosaico che, assieme a tante altre, ne definisce l’immagine, il senso, il significato, ne è parte la Vostra attività che, sotto l'insegna Cicli Bendini, dal l945 è punto di riferimento del mondo delle due ruote e, oggi, cuore pulsante per il cicloturismo della nostra cara terra di Versilia. Sono cresciuto in una bottega, la sartoria di mia mamma Liliana, pertanto, conosco bene, l'impegno e la fatica del Vostro lavoro quotidiano».
Continua il messaggio di Buratti: «Passione e creatività, tratti distintivi delle attività artigiane, si ritrovano nella Vostra bottega assieme alla gentilezza e simpatia che sono il Vostro particolare biglietto da visita. Ricordo che come Amministrazione comunale si decise di condividere con Voi il ricordo di nonno Alfredo, classe 1911, nello spazio verde che è la porta d'ingresso a Forte dei Marmi, a due passi dal Ponte di Tavole, lungo la strada tracciata da Michelangelo, per renderlo altresì luogo del ricordo per chi, come noi, ha servito la Patria nel glorioso Corpo degli Alpini». «Grazie – conclude il messaggio del parlamentare fortemarmino – per tutto ciò che la Famiglia Capovani rappresenta e per l'impegno più volte prestato a favore della nostra Comunità».
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