Gioco
Storici e ingegneri contro i tasselli al ponte di Fiumetto: «Uno sfregio all’opera»
Progetto Pietrasanta interpella la Soprintendenza per fare le verifiche sui fori per le decorazioni natalizie
PIETRASANTA. Da Ponte del Principe a Ponte dei tasselli è stato un batter di ciglia: nel volgere di pochi giorni la polemica politica ha infatti archiviato oltre due secoli di un pezzo di storia di Marina di Pietrasanta. E questo perché il ponte sospeso sul fosso di Fiumetto dal 1785 è stato perforato per l’installazione di una luminaria natalizia. Suggestiva, gradevole a vedersi, ma decisamente inopportuna visto il contesto: quei buchi, è la domanda che si fanno in molti, erano quindi proprio necessari? Evidentemente no se a rimpallarsi furiosamente la responsabilità del danno sono gli amministratori di ieri e di oggi.
A innescare il tutto Progetto Pietrasanta che mette sotto accusa la giunta Giovannetti in quanto firmataria politica del raid in questione: da qui la replica dello stesso sindaco Alberto Giovannetti che nel difendere l’operato della propria amministrazione rileva a sua volta che quei fori risalgono al periodo 2010-2015 quando al governo cittadino c’era proprio il centrosinistra con Domenico Lombardi. Finita qui? No, perché sempre Progetto Pietrasanta rilancia pensando a un esposto alla Soprintendenza per poi sottolineare che i perni in questione sono nuovi e privi di ruggine. Come a dire che è impossibile che siano stati posizionati anni fa.
«Mettiamola così – è il pensiero dello storico Mario Taiuti – a prescindere da chi è il responsabile, certi beni non andrebbero toccati. A mio personale avviso non c’è stata un’alterazione del Ponte del Principe, ma l’intervento fatto non ha alcun senso». Lapidario Taiuti e lapidario anche un ingegnere che abbiamo interpellato sul tema ma che preferisce rimanere anonimo: «Osservando i perni si nota che la perforazione è recente: questa è la mia opinione – fa sapere – I motivi? Primo perché non c’è ruggine, e se ne renderebbe conto anche un bambino. Secondo perché questi perni, che si chiamano “a espansione”, una volta messi non si tolgono senza spaccare il muro».
Nell’attesa che la Soprintendenza faccia definitiva chiarezza, il sindaco torna sull’argomento: «Progetto Pietrasanta, sfonda una porta aperta: sono stato io, per primo, ad annunciare che avremmo chiesto verifiche tecniche sullo stato del Ponte, proprio a seguito della loro segnalazione. Da parte nostra nessun problema».
Dalle parti del ponte, anche nella giornata di ieri è comunque andata in scena la solita processione di persone e di foto: in fondo parliamo di uno scenario ideale per le istantanee degli innamorati – lo scatto nel giorno del matrimonio è un classico – e ancora per chi ama questo scorcio della Versiliana.
In realtà il principe Granduca di Toscana Leopoldo II d’Asburgo Lorena, in carica dal 1765 al 1790 fece progettare il ponte con aspettative molto meno intrise di romanticismo: l’obiettivo era infatti quello di realizzare delle rampe rapide e una forma ad arco per unire i due lati del fosso Fiumetto. In questo modo consentiva ai militari dell’epoca di sorvegliare la costa passando da un lato all’altro del fiume. Su un fatto, però, tutte le parti sono d’accordo: 237 anni fa di quei tasselli non c’era alcuna traccia e quindi sarebbe poco elegante oggi attribuire una qualche responsabilità al Principe. Poco elegante e, probabilmente, fuori luogo.
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