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Al Lido la guerra dei volontari alle microplastiche: «Così ripuliamo la spiaggia dai rifiuti»
L’associazione “Insieme si può” ha raccolto trenta sacchi di materiale e ora programma altre iniziative simili a Camaiore
LIDO. Le microplastiche sono il primo nemico. «La situazione è preoccupante al punto che dovremmo setacciare tutta la sabbia delle nostre spiagge», commentano non senza scoramento i volontari dell’associazione “Insieme si può – per Camaiore”, impegnati domenica mattina nella prima iniziativa di raccolta rifiuti del nuovo anno.
Hanno scelto l’arenile di Lido di Camaiore, dandosi appuntamento in piazza Castracani, nei pressi dell’ex Arlecchino. Temevano di trovare una distesa di oggetti abbandonati dagli incivili o restituiti dal mare: un sospetto che si è tristemente rivelato fondato.
I partecipanti, una quindicina, armati di guanti e sacchi, hanno coperto all’incirca un chilometro di spiaggia, rinvenendo principalmente piccoli pezzi di plastica «difficili da raccogliere». E poi ancora uno sterminato numero di bottiglie di plastica, filtri dei depuratori, sigarette, flaconi, cartucce da caccia, fuochi d’artificio utilizzati per i festeggiamenti di Capodanno, mascherine, buste e confezioni di plastica, suole di scarpe e perfino una bicicletta. Anche un piccolo tappo con la scritta “Pfizer Quality”: quasi una beffa, visto il periodo.
«Durante la bella stagione non ce ne rendiamo granché conto, dato che la spiaggia viene rastrellata. Ma in inverno, quando il mare restituisce ancora più materiale? Per non parlare della qualità delle acque: chissà quanti “tesori” sommersi ci sono», riflettono i volontari, consapevoli che «purtroppo dovremo tornare per pulire anche le siepi e le aiuole lungo il viale Bernardini».
Alla fine i partecipanti hanno complessivamente riempito una trentina di sacchi, poi portati via da Ersu_Ambiente. L’associazione “Insieme si può – per Camaiore”, attiva sull’intero territorio camaiorese (dal centro storico alle frazioni, sia in collina, sia sulla costa), ha sempre portato avanti la propria attività, nonostante il contesto pandemico, con iniziative organizzate a cadenza regolare. Altre sono già in programma di qui a breve. L’obiettivo è quello di proseguire questa battaglia di cività a caccia dei rifiuti che ammalano il nostro mare.
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