Il Tirreno

Versilia

«Confido nelle persone e nel loro senso civico Noi non ci fermeremo»

Gabriele Buffoni
«Confido nelle persone e nel loro senso civico Noi non ci fermeremo»

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Andrea Boccardo non si ferma mai, mentre fuori dalla porta della farmacia Moderna di Camaiore la fila di persone non accenna a diminuire. Oltre al servizio tamponi infatti, da lui è possibile anche sottoporsi alla vaccinazione. «Praticamente faccio vaccini e tamponi senza sosta per dodici ore al giorno – ammette il titolare – sono rimasto aperto anche il 26 dicembre e lo sarò nella mattina del 2 gennaio in modo da smaltire alcune vaccinazioni già prenotate, ma il carico di lavoro è veramente notevole già adesso: ormai ci si barcamena tra le 20 e le 30 persone vaccinate al giorno e nonostante questo ho le liste piene fino a marzo. In più, processiamo quotidianamente almeno 150 tamponi. Mi stava pure aiutando una collega – racconta – ma poi è risultata positiva al virus e quindi mi sto accollando da solo tutto quanto». Un quantitativo notevole, ma «ormai siamo abituati a tutto – spiega Boccardo – in questi due anni abbiamo dovuto far fronte a leggi che cambiavano in continuazione, abbiamo sviluppato una certa abilità di adattamento». L’ultima normativa regionale, in un sistema già allo stremo, non ha quindi aiutato i farmacisti locali. Specialmente nella gestione logistica delle perone in coda. «Io non posso fare altro che affidarmi al senso civico delle persone e al loro buon senso – commenta Boccardo – più di prendere ogni tipo di precauzione nell’esecuzione del tampone e cercando di smaltire in fretta le richieste, non posso fare altro: sanifichiamo tutto ciò che non è monouso e i tamponi li facciamo attraverso una porticina, con i clienti che restano all’esterno della farmacia. Devo confidare che le persone in coda rispettino le norme di sicurezza e che non creino assembramenti. Purtroppo per i tamponi non riesco a prendere appuntamenti come invece faccio con i vaccini – ammette – però credo anche che la coda in sé non costituisca un problema eccessivo: l’attesa si svolge all’aperto e le persone, almeno finora, si sono sempre dimostrate molto attente sia ad indossare la mascherina che a mantenere le distanze minime per garantire il distanziamento».

Gabriele Buffoni



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