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Rischio sequestro al Panificio Carlotta di Viareggio: «Se scatta la chiusura dipendenti in cassa»
Il Comune ha annunciato i sigilli anche forno principale: «C’è una difformità urbanistica». Il legale dell’azienda: «Abbiamo fatto ricorso»
Viareggio. A Viareggio Carlotta significa pane, dell’omonimo panificio dai molti negozi in città. Ma è una fine anno di grande preoccupazione per i 21 dipendenti, per i quali potrebbe scattare la cassa integrazione. Da tempo, infatti, grava sulla produzione – realizzata in via Machiavelli, angolo via Fratti – una ordinanza di chiusura emessa dal Comune di Viareggio, e più precisamente dall’ufficio Suap. Ordinanza che l’undici dicembre scorso ha portato i sigilli a uno dei forni del panificio.
Per questi giorni è attesa, preannunciata dalla polizia municipale alla vigilia di Natale, la chiusura della attività. Alla quale viene contestata una irregolarità urbanistica nella struttura di emissione dei fumi. Anche se – sottolineano i lavoratori che hanno voluto rendere noto quanto sta accadendo – «il titolare ha fatto controllare le emissioni proprio in questi giorni e tutti i parametri sono risultati in regola».
L’azienda ha provato a chiedere una proroga all’amministrazione fino all’otto gennaio prossimo per evitare la chiusura. Il titolare, infatti, ha trovato alcuni forni cui appoggiarsi per continuare la produzione. Operazione impossibile nel periodo delle festività natalizie quando la produzione dei forni è al massimo.
A fine gennaio, poi, il problema sarà definitivamente risolto: la produzione del Panificio Carlotta si sposterà, infatti, in un capannone acquistato alle Bocchette. Il trasloco avrebbe dovuto avere tempi più rapidi, se non fosse che acquisti, vendite, lavori e relative pratiche burocratiche risentono pesantemente dei rallentamenti da pandemia. Fatto sta che lunedì il titolare ha chiamato i dipendenti e ha annunciato il futuro incerto, con possibile cassa integrazione da riscuotere chissà quando. L’avvocato della proprietà, intanto, ha presentato ricorso contro l’ordinanza del Comune nel tentativo di evitare il blocco della produzione e permettere di traslocare senza recare ulteriori danni al lavoro e ai dipendenti. Ma si tratta di cuna corsa contro il tempo, perché i sigilli potrebbero arrivare da un momento all’altro.
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