Italia
A San Silvestro brindisi amaro per i ristoranti della Versilia: «Il cenone? Una disdetta dietro l'altra»
Prenotazioni ferme oppure annullate. Ecco cosa dicono i titolari delle attività dopo questo ennesimo colpo agli incassi
VIAREGGIO. Non sarà una notte di San Silvestro da fuochi d’artificio. Quantomeno per i ristoratori versiliesi che in questi giorni stanno facendo i conti con la crescita vertiginosa dei contagi da Covid-19: uno sprint nel numero di nuovi positivi (riconducibile anche al diffondersi della variante Omicron) che ha portato non solo ad un sensibile rallentamento nel numero di prenotazioni, ma anche a numerose disdette di tavoli negli ultimi giorni. E c’è chi teme una nuova chiusura.
BISTROT (FORTE DEI MARMI) DAVID VAIANI
Che questo cenone di San Silvestro sarebbe stato diverso dal passato, lo si sapeva già da diversi giorni. «La sensazione era chiara - racconta David Vaiani, titolare del noto ristorante Bistrot di Forte dei Marmi - in condizioni normali, nel mese di dicembre raramente da noi c’era la possibilità di trovare ancora posto per l’ultimo dell’anno. Invece quest’anno il sold out delle prenotazioni l’abbiamo registrato solo a ridosso della seconda metà del mese». Una situazione di diffusa incertezza che ha fatto presagire il peggio. E che ora che le cifre dei contagi sono nuovamente alle stelle portano ad una sensibile quanto rapida inversione di marcia. «Su venticinque tavoli che abbiamo a disposizione nel locale, per mantenere il distanziamento necessario - spiega Davide Vaiani - abbiamo almeno un 10-15 per cento di disdette da ricolmare. Per adesso ce la caviamo ancora: negli ultimi giorni abbiamo anche avuto chi ha chiamato per chiedere se avevamo posto e dunque abbiamo "rattoppato" i vuoti lasciati da chi aveva disdetto il tavolo. Mi sono ritrovato a cambiare l’assetto della sala più volte in una sola giornata. Il problema è che mancano ancora alcuni giorni al 31 dicembre e il timore è che si arriverà al punto di rispondere al telefono solo per le disdette e non più per nuove prenotazioni last minute: nelle grandi città so, perché me lo hanno riferito diversi colleghi, che i ristoranti hanno anche più problemi di noi in Versilia. La situazione non è certo facile: la maggior parte delle disdette riguarda tavoli in cui uno o due persone sono risultate positive - spiega Vaiani - ma c’è anche tanta paura. Spesso al momento della prenotazione mi chiedono quanta distanza c’è tra i vari tavoli e altri dettagli che prima non venivano nemmeno presi in considerazione. La speranza? È di salvarsi per il rotto della cuffia - ammette - noi terremo comunque aperto».
NOMADE (VIAREGGIO) MARTINO SPECIALE
Se per un qualunque ristoratore la situazione derivata dall’aumento dei contagi da Covid-19 risulta preoccupante, per chi ha aperto i battenti in piena pandemia e con il virus ha finora combattuto una lotta estenuante sperando in un miglioramento almeno per il la fine dell’anno lo scenario è a dir poco critico.È il caso del nuovo ristorante Nomade, aperto a Viareggio da maggio e oggi costretto a fare i conti con un numero preoccupantemente irrisorio di prenotazioni.«Per il cenone di San Silvestro al momento ho una sola prenotazione - racconta il titolare, lo chef Martino Speciale - una tavolata di una quindicina di ragazzi. Oltre a questo, non ho ricevuto altre conferme: in diversi hanno chiamato nei giorni scorsi, si sono informati, ma poi al momento di prenotare si sono tirati indietro. La gente vive nella paura e nell’incertezza, un clima che certo non invoglia ad uscire per godersi una cena al ristorante». Nonostante le ottime recensioni che vanta il suo ristorante, lo chef Speciale si ritrova quindi costretto a far fronte ad una serie di difficoltà che non sono affatto connesse con il proprio lavoro. «Dire che la situazione è disperata è riduttivo - spiega - in tutta sincerità è pure deprimente per uno come me che lavora sedici ore al giorno e che vive per questo mestiere: essendo un locale nuovo, speravo che rimboccandoci le maniche riuscissimo a farci conoscere sul territorio, invece la pandemia ci ha tolto quest’occasione. E adesso - ammette - questo fattore unito all’aumento dei contagi rende tutto più complicato. Per tutte le festività natalizie la situazione è stata la solita: anche a Natale - racconta il ristoratore Speciale - avevamo poche prenotazioni, 4-5 tavoli in tutto, ma alla fine anche in quel caso solo un tavolo è stato occupato e i clienti hanno consumato. Gli altri hanno tutti disdetto».
DA FERRO (PIANO DI CONCA) FERRUCCIO CORTOPASSI
C’è chi in Versilia ancora resiste, forte della sua tradizione e di un’offerta radicata e conosciuta sul territorio. È il caso del ristorante "Da Ferro", a Piano di Conca: per il cenone di San Silvestro infatti i circa 70 coperti del locale sono tutti prenotati. Anche se per il nuovo titolare Ferruccio Cortopassi - bisnipote del fondatore dello storico ristorante nel comune di Massarosa, divenutone nuovamente proprietario nel 2020 - le difficoltà non sono state comunque trascurabili. «Siamo al completo perché abbiamo dovuto ridurre il numero di coperti per rispettare le normative anti Covid - spiega - ma il tutto esaurito è stato comunque un risultato raggiunto solo in extremis. Anche noi infatti, come tutti in questo settore, abbiamo dovuto far fronte a diverse disdette. Fortunatamente siamo riusciti a sopperire con nuove prenotazioni dell’ultimo secondo: a salvarci - racconta Cortopassi - sono stati i ritardatari, quei clienti che rimasti incerti fino alla fine se passare o meno l’ultimo dell’anno fuori casa si sono ridotti a prenotare proprio a ridosso delle festività». Il timore però rimane. «In tutta sincerità, qualche disdetta ancora me l’aspetto - ammette il titolare - la gente va proprio in questi giorni a sottoporsi ai tamponi in vista di San Silvestro, chi risulterà positivo anche se solo a 48 ore dal cenone sarà costretto a chiamare e disdire il tavolo. Ed è giusto che sia così, dato che la salute collettiva deve venire prima di tutto. Per questo non resta che incrociare le dita e sperare che vada tutto per il meglio, anche perché anche noi ristoratori stiamo aspettando l’ultimo secondo per fare scorte in cucina. Purtroppo - commenta Cortopassi - l’andamento generale è questo e non possiamo farci nulla. Per quel che riguarda il mio ristorante, ad oggi posso dirmi soddisfatto: anche con qualche disdetta, la speranza è quella di rimanere comunque su un buon numero di prenotazioni».
IL VATICANO (PIETRASANTA) ANDREA FOCACCI
Anche nella Piccola Atene della Versilia il Covid-19 non perdona. La paura per l’aumento dei contagi che ha già costretto al flop l’edizione 2021 del rituale Camel Ponce sembra prossima a ripercuotersi anche sul cenone di San Silvestro. Anche perché dal mondo della ristorazione la tendenza in quest’ultimo periodo è proprio quella di una crescita del numero di disdette anche per le serate infrasettimanali, di "minor cartello". «Al momento viaggiamo a vista - commenta Andrea Focacci, titolare della bisteccheria "Il Vaticano" in via del Marzocco a Pietrasanta - per ogni serata dobbiamo far fronte ad almeno 4-5 disdette. E non si tratta solo di tavoli da due persone: a volte - racconta - ci è capitato di essere costretti ad annullare con un preavviso minimo anche tavolate da otto clienti. E la maggior parte non lo fa per paura del virus - spiega - ma proprio perché positiva al Covid. Per il cenone di venerdì? Per adesso non ne abbiamo ancora avute - ammette Focacci - ma il timore è che arrivino più a ridosso di San Silvestro, quando la gente avrà l’esito degli ultimi tamponi fatti in settimana». C’è però un altro fattore a preoccupare: l’andamento delle prenotazioni totali. «Quest’anno vanno particolarmente a rilento - dichiara il titolare del locale - le prime prenotazioni per San Silvestro ci sono arrivate a fine novembre e sono state numerose, tanto da farci ben sperare in una ripresa sensibile. Poi dopo una partenza sprint di alcune settimane tutto si è bloccato. Ad oggi - ammette Focacci - sarà più di una settimana che non ricevo una chiamata per prenotare un tavolo per venerdì, e relativamente alla capienza totale del ristorante abbiamo circa l’80 per cento dei tavoli occupati. Quasi cinquanta quindi, su una sessantina di tavoli al massimo disponibili nel locale mantenendo le distanze di sicurezza».
IL POZZO DI BUGIA (QUERCETA) GAIO GIANNELLI
Una crisi a cui far fronte con il lavoro. Nella speranza che tutto non sia vano e che l’aumento dei contagi - dovuti anche al diffondersi della variante Omicron del virus - non spinga il governo centrale a decisioni drastiche e con scarso preavviso. «Sarebbe l’esito peggiore in assoluto - ammette Gaio Giannelli, titolare del ristorante "Il Pozzo di Bugia" a Querceta, nel comune di Seravezza - per tenere in vita il settore è fondamentale continuare a lavorare, nonostante tutte le difficoltà. Chiudere tutto, specialmente ora che siamo a ridosso di una data così importante, sarebbe un disastro: proprio come accadde a San Valentino - ricorda - quando arrivò lo stop il giorno prima e tutti noi fummo costretti non solo ad annullare le prenotazioni ma anche a rimetterci per le materie prime e gli ingredienti di cui già avevamo fatto scorta. Per questo stavolta ho rimandato fino all’ultimo gli acquisti per venerdì». Lavorare dunque, anche se la situazione non può certo definirsi rosea. «Abbiamo riscontrato almeno il 40 per cento di disdette su una sessantina circa di coperti - dichiara Giannelli - qualcuno negli ultimi giorni siamo riusciti a rimpiazzarlo all’ultimo secondo, perché prevedendo l’eventualità di una simile escalation ci eravamo preparati una piccola lista di attesa. Non riusciremo però nella maniera più assoluta ad avere il pienone cui solitamente l’appuntamento con il cenone di San Silvestro ci aveva abituati. Anzi, in verità - ammette il titolare del ristorante quercetano - mi aspetto pure ulteriori disdette nei prossimi giorni: mi basta guardarmi intorno e sentire ciò che dicono altri miei colleghi per capire che non resta che incrociare le dita e sperare che chi ha prenotato non finisca per ammalarsi e risultare positivo. Purtroppo il numero dei contagi non lascia scampo: anche le compagnie aeree e il settore alberghiero stanno affrontando le stesse difficoltà».
LA CASINA (VIAREGGIO) PAOLO BERTOLUCCI
Il sogno del tutto esaurito sfiorato, prima che si mettesse di traverso il Covid-19. L’aumento dei casi riconducibili alla pandemia da coronavirus ha anche fatto nuovamente dilagare la paura in queste ultime settimane del 2021.Una tendenza che si ripercuote inevitabilmente sui ristoratori, anche quelli che erano riusciti in un primo momento a raccogliere tutte le adesioni disponibili per la serata dell’ultimo dell’anno. E che proprio in questi giorni a cavallo tra le festività natalizie e la notte di San Silvestro sono tornati a fare i conti con i problemi relativi alle disdette dell’ultimo secondo. «Eravamo pieni, poi hanno cominciato ad arrivare le chiamate per annullare le prenotazioni - racconta Paolo Bertolucci, uno dei soci titolari del ristorante La Casina di Viareggio, lungo via Marco Polo - il nostro locale contiene fino a 200 coperti, per cui riusciamo in qualche modo a contenere le perdite. Però le disdette a volte non riguardano tavoli da 3-4 persone, ma tavoltate da 15-20 clienti: basta che qualcuno di questi gruppi, spesso famiglie o amici, risulti positivo e si finisce per dover annullare l’intera prenotazione». Una serie di difficoltà non semplici cui far fronte. «È una commistione di due fattori che porta i clienti a rinunciare al cenone dell’ultimo dell’anno - spiega Bertolucci - da un lato ci sono quelli effettivamente risultati positivi al tampone e che dunque devono mettersi in isolamento, dall’altro invece chi ha paura per l’aumento dei contagi e quindi preferisce rimanere a casa pur avendo già prenotato. È una tendenza che abbiamo riscontrato già a Natale. E che ha avuto ripercussioni anche sul numero di prenotazioni: pur pubblicizzando il menu fisso che abbiamo preparato per la serata di San Silvestro anche sui social network, la gente si è ridotta all’ultimo per fissare un tavolo. E purtroppo temo che in questi ultimi giorni le disdette potrebbero pure aumentare».
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