Sicurezza
Pioggia e paura dei contagi: a Pietrasanta il Camel ponce è per pochi intimi
Dopo le polemiche, in centro un centinaio di persone e un clima irreale: alla fine molti bar hanno deciso di rimanere con la serrande abbassate
PIETRASANTA. Davanti al pacco regalo e all’albero di Natale tutti illuminati nessuno si scattava selfie. La piazza del Duomo a Pietrasanta, poco dopo le 23, era ancora desolata. E sempre bagnata – il che la rendeva ancora più triste – anche se aveva smesso di piovere. C’era solo qualcuno che passava sporadicamente, la pattuglia dei Carabinieri parcheggiata in mezzo, e le sedie accatastate, con tanto di nastro rosso e bianco intorno, al bar Michelangelo e al bar Iris.
Era la sera della vigilia di Natale, quella del mitico Camel ponce. La solita sera in cui, fino a due anni fa, il centro di Pietrasanta sarebbe stato colmo di gente, con bicchierini rossi in mano, abbracci e chiacchiere. Venerdì sera invece non si respirava aria di festa, c’era meno gente di un sabato sera qualsiasi (complice anche il tempo), e il silenzio regnava su una tradizione nata spontaneamente, ma che di fatto il covid ha fermato per il secondo anno consecutivo. A dire il vero non era in vigore alcun divieto: né quello del “decreto festività”, entrato in vigore a Natale, né ordinanze dal Comune. I caffè avrebbero potuto rimanere aperti (come alcuni, pochi, di loro hanno fatto) fino a notte fonda. E quindi, con la formula bar operativi e ponce serviti, di norma il Camel ponce si sarebbe potuto svolgere. Vuoi però la pioggia, il timore di contagio di molte persone che hanno preferito non scendere in piazza, e buona parte dei locali chiusi, hanno di fatto vanificato la serata.
C'erano soltanto poco più di un centinaio di adolescenti e ventenni irriducibili che animavano la zona di porta a Pisa, senza particolari assembramenti. Grazie al fatto che il bar Ristorum e il Gatto Nero erano rimasti aperti i ragazzini hanno approfittato per uscire di casa e ritrovarsi: si poteva ordinare – come da rito del Camel ponce – prendendo da bere solo sulla porta del locale, e quindi dall’esterno, e poi consumando in piedi. Sulla piazza del Duomo invece era possibile abbeverarsi, non solo con il ponce, sia al bar Pietrasantese che al Proibito bar (ma solo seduti al tavolo). Saracinesca abbassata invece al caffè Teatro e al B’art in piazza del Centauro.
Nonostante il clima di completa desolazione però c'è stato un nostalgico che ha provato con qualche amico a rompere il silenzio e la tristezza. Con in spalla due cartucce di bevande alcoliche, una rossa e una verde, una cassa acustica a batteria legata al fianco che riproduceva musica a tutto volume, faceva avanti e indietro lungo la piazza e via di Mezzo. La situazione però non cambiava in piazza Francesco Crispi, completamente spenta. E dove i tre locali presenti, Lab Cocktails Bar, Drinking Monkeys e il bar dell’Hotel Paradise, erano allo stesso modo chiusi. Dunque, erano lontani (di ben due anni, ma sembravano molti di più) i tempi in cui trovare parcheggio la notte del 24 dicembre a Pietrasanta era un’impresa, e sia via Giuseppe Mazzini (via di Mezzo) che piazza del Duomo rimanevano costipate di persone per almeno due o tre ore. Con la partecipazione di giovani di tutta la Versilia e anche di Massa. Mentre i locali vendevano centinaia di ponce, si respirava aria di festa, sorrisi e divertimento. La gente si scambiava gli auguri di Natale. Qualcuno rientrava a casa magari dopo aver alzato un po' il gomito. E il Camel ponce era un vanto per Pietrasanta e i suoi caffè, un’occasione di guadagno per le attività e di socializzazione, e non un evento da temere e respingere.
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