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Guidotti : «Sulla strage di Viareggio Del Ghingaro dovrebbe riflettere»

Guidotti : «Sulla strage di Viareggio Del Ghingaro dovrebbe riflettere»

Il capogruppo del Pd a Lucca risponde alle accuse del sindaco: «Nessuna strumentalizzazione»

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VIAREGGIO. Il capogruppo del Partito Democratico del consiglio comunale di Lucca, Roberto Guidotti, risponde alle accuse del sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, secondo cui l’amministrazione lucchese strumentalizza la strage del 29 giugno.

«Mi sono preso qualche settimana - spiega Guidotti - per rispondere a queste accuse. Ero indeciso su cosa fare, poi ho deciso di scrivere queste righe rivolgendomi direttamente al sindaco di Viareggio, perché penso sia opportuno fare chiarezza. Caro Giorgio, voglio esprimerti tutta la mia delusione, tristezza e amarezza per quanto è stato affermato da te e da alcuni consiglieri di maggioranza della tua amministrazione comunale. “Siamo stati accusati di essere “rozzi” e di “strumentalizzare una tragedia” -per fini di bassa polemica - continua - e addirittura per ottenere visibilità. Mi sono domandato il senso di certe affermazioni, le ragioni, quale fosse l'affronto commesso per suscitare una reazione del genere».

Prosegue il consigliere del Pd: «Mi sono chiesto cosa ci sia di male nel chiedere che sia fatta chiarezza in merito a una tragedia più grande di noi. Mi sono chiesto cosa ci sia di sbagliato nel chiedere risposte e rispetto per una città che ha sofferto ed è profondamente ferita e fortemente partecipe di un dolore che rimarrà per sempre e in maniera indelebile nell’aria spazzata dal vento di mare. Mi sono chiesto cosa ci sia di così “rozzo” nel condividere una lettera con altri Comuni della Versilia, della Piana e della Valle del Serchio nel chiedere maggiore sicurezza e maggiori informazioni in merito alle merci trasportate lungo i binari che attraversano i nostri territori».

E ancora, aggiunge Guidotti, «mi sono chiesto cosa ci sia di male nell’ascoltare e accogliere l’ennesimo grido di aiuto dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e trasformarlo in un documento ufficiale da condividere con tutti coloro che si ritrovano in quelle parole, in quelle richieste: tutti, compreso il Comune di Viareggio, una città umiliata e ferita lungo il percorso processuale. Il sindaco Del Ghingaro sostiene che avremmo potuto chiamare, lui o qualcuno della sua amministrazione, per capire cosa sia stato fatto. Ricambio l’invito: anche Del Ghingaro avrebbe potuto chiamare e aggiornarci».

Continua la nota: «Dopo le affermazioni di Del Ghingaro sono ancora più convinto della bontà delle nostre azioni. Niente di rozzo, niente di lesivo, niente di vergognoso è stato fatto. Voglio infine chiarire un punto: non ho grandi ambizioni, né tantomeno grandi capacità, non è mia intenzione fare il deputato, non è mia intenzione fare il presidente della Regione né il consigliere regionale e quindi non ho manie di visibilità né di grandezza. Non ho bisogno di apparire né di mettermi in vista: come Comune di Lucca siamo impegnati nel sensibilizzare rispetto a quello che è successo il 29 giugno del 2009. Inoltre siamo l’amministrazione comunale che ha lanciato un grido d’allarme riguardo alla sicurezza sui luoghi di lavoro con progetti nelle scuole, incontri, convegni, tavoli dedicati. Nella stessa ottica abbiamo costituito la commissione intercomunale con l’obiettivo di stimolare anche le altre amministrazioni della provincia per fare squadra e tenere alta l’attenzione su questo argomento. Né io né gli gli altri amministratori dei diversi Comuni firmatari abbiamo bisogno di questi metodi per apparire: restituiamo al mittente quanto affermato dal sindaco Del Ghingaro e dagli altri consiglieri della sua maggioranza che, invece di dare giudizi e sparare sentenze, dovrebbero farsi un grande esame di coscienza».

Questa vicenda, conclude Guidotti, «è e sarà sempre una ferita aperta: ci sono persone che hanno sofferto, che soffrono e che soffriranno. Certe affermazioni mi feriscono e mi amareggiano ma non mi spostano di un millimetro dalle mie convinzioni. Noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo: le vittime e i loro familiari lo meritano. Quindi caro Giorgio, oltre ad augurarti buon Natale, ti consiglio di guardare a quello che accade intorno a te con maggiore umiltà: ogni tanto collaborare può essere una cosa buona».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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