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Querceta in lutto, si è spenta a 100 anni zia Rosè: «Una vita tra marmo e amore»
Rimasta orfana da ragazza ha fatto da mamma anche ai fratelli minori. Alla nipote aveva detto: «Mettete un cartello con scritto che non volevo morire»
QUERCETA. Si è spenta lentamente, lottando fino all’ultimo per tenere accesa quella fiamma della vita a cui tanto strettamente era legata. «Se me ne vado – aveva fatto promettere alla nipote Michela – mettete un cartello con scritto: questa donna non voleva morire». Invece nella notte tra martedì e ieri Rosetta Genovesi, per tutti “zia Rosé”, ha dovuto alzare bandiera bianca, accettando che il tempo la portasse con sé strappandola ai suoi cari e alla sua amata Querceta, dove era nata e cresciuta e dove ha vissuto fino all’ultimo attorniata dalla famiglia.
Era vicina a compiere 101 anni Rosetta: lo scorso 31 gennaio era stata insignita anche di una targa dal Comune di Seravezza in occasione del soffio sulle cento candeline. Donna energica e conosciuta da tutti in paese, Rosetta aveva dimostrato in tutta la sua vita una tempra invidiabile. Colpita dalla poliomielite dopo pochi mesi di vita, aveva superato la malattia dopo numerosi interventi in tempo di guerra pur rimanendo in parte zoppa. Nonostante questo però, rimasta orfana della madre a 18 anni, non si era persa d’animo e si era caricata la famiglia sulle spalle crescendo il fratellino di nove anni più giovane. Lavoratrice infaticabile, per oltre vent’anni ha lavorato come operaia nel settore lapideo alla ditta Alcide Repetti di Querceta.
«Ogni mattina – racconta la nipote Michela Genovesi, insegnante nel polo scolastico di Marzocchino – per vent’anni è salita in sella alla sua bicicletta ed è andata a lavorare il marmo con la naturalezza che la contraddistingueva. Poi a pranzo tornava a casa, si mangiava un panino con la mortadella e tornava di nuovo in azienda fino a sera. Non si è mai tirata indietro, neppure quando perse più di metà dito alla fresa».
Quercetana doc, era attiva fino a qualche anno fa nella locale parrocchia di Santa Maria Lauretana: in passato, quando era parroco l’indimenticato don Fascetti, faceva attivamente parte del coro della chiesa e spesso aveva partecipato a gite e iniziative di comunità. Immancabile anche la vicinanza al mondo del Palio dei Micci di Querceta, di cui era appassionata pur non avendo mai fatto vita di contrada. Lascia, oltre ai nipoti Fabrizio e Michela e al compagno di quest’ultima Francesco, anche i giovani pronipoti Michele, Martina, Gaia, Luca e Giulia. Attorno alla famiglia ieri, quando ha iniziato a diffondersi la notizia della sua scomparsa, si è stretta tutta la comunità quercetana per onorare il ricordo della “Rosè”, com’era conosciuta in paese. I funerali si terranno questa mattina - giovedì 23 dicembre - alle 11 nella chiesa di Querceta
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