Sicurezza
Perini Navi venduta all'asta per 80 milioni di euro: ecco chi l'ha comprata
I nuovi proprietari acusitano il compendio dei cantieri navali di Viareggio e La Spezia, il compendio immobiliare a Pisa, una nave in corso di costruzione, i marchi e i brevetti e la partecipazione in Perini Navi Usa
VIAREGGIO. Chi era presente, ieri pomeriggio, nella bella sede di Perini Navi, prestigiosa azienda della nautica a vela dichiarata fallita a gennaio di quest’anno, racconta di rilanci da cinque milioni di euro a volta. Fino alla chiusura dell’asta indetta dal curatore Franco Della Santa, per una cifra di 80 milioni. Ad aggiudicarsi l’azienda è The Italian Sea Group Spa, operatore globale nel settore della nautica di lusso, attraverso la propria controllata al 100 per cento, New Sail Srl. Due le offerte all’apertura delle buste: quella da 47 milioni presentata da “Restart”, società che vedeva insieme Sanlorenzo e Gruppo Ferretti per l’acquisizione Perini Navi, e quella di The Italian Sea Group a 48 milioni.
Il cui fondatore e amministratore delegato, Giovanni Costantino, radici produttive in Toscana e cuore saldamente pugliese, nella serata di ieri si è così espresso: «Sono estremamente orgoglioso di questa operazione. Abbiamo voluto spingerci oltre con l’investimento, ma siamo arrivati all’asta con l’assoluta determinazione di voler acquisire tutti gli asset in funzione della nostra ormai consolidata competenza e dei nuovi contratti, in particolare nel segmento degli yacht a vela di grandi dimensioni. I nuovi spazi produttivi ci permetteranno di ampliare gli incoming orders (commesse in entrata, ndr) per il futuro in un segmento molto dinamico, come provano anche le due recenti commesse relative agli yacht a vela siglate a dicembre. Siamo quindi confidenti di aver fatto la scelta giusta, spinti da un incoming order che ha superato le previsioni del 50 per cento».
Costantino e la sua squadra sono lo “straniero” per la Darsena viareggina. Così il comunicato diffuso definisce da subito le coordinate dell’operazione, da quelle produttive a quelle finanziarie. Là dove viene specificato che l’azienda «finanzierà l’operazione tramite le disponibilità di cassa, reinvestendo una significativa quota dei proventi raccolti in Ipo (Offerta pubblica iniziale, nella recente collocazione in Borsa, ndr) all’inizio del giugno scorso, oltre che attraverso linee di credito bancarie». Per fare cosa è così illustrato: «L’importante opportunità strategica rappresentata dall’acquisizione del prestigioso marchio Perini Navi potrà consentire alla società di espandere e rafforzare il proprio posizionamento nel segmento degli yacht a vela di grandi dimensioni, segmento in cui la società è già fortemente attiva».
Giovanni Costantino fornisce anche un “assaggio” delle intenzioni future in materia di nautica a vela: «Nel dicembre 2021 la società ha firmato contratti per due ketch a vela da 56 metri, che si aggiungono al progetto in costruzione “Art Explora”, un catamarano a vela tra i più grandi al mondo». E non solo. Perché la stessa The Italian Sea Group «aveva già rilevato dal fallimento Perini Navi due progetti in progress, per il completamento della costruzione tramite la divisione Nca Refit che ha già più volte operato sul refitting Perini Navi, come dimostrano i quattro yacht presenti in cantiere». Senza dimenticare le assunzioni fatte, nel corso della lunga crisi dell’azienda viareggina, di lavoratori dalla stessa provenienti.
Certo, l’asta al quale si è arrivati dopo che Comitato dei creditori e curatela avevano bocciato la proposta irrevocabile di acquisto presentata proprio dall’azienda di Costantino contiene una serie di paletti, primo tra tutti il mantenimento della produzione a Viareggio, con relative penali nel caso il compratore venga meno a quanto indicato. Ed è qui che il nuovo proprietario dei Perini Navi è atteso al varco da quel mondo della nautica che oggi – non senza qualche mal di pancia – lo vede deciso a diventare uno dei “signori del mare”.
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