Gioco
Le imprese chiedono asse di penetrazione e più spazio per i megayacht
La Variante al Piano regolatore è costruita a misura di imbarcazioni grandi, quelle in costruzione e quelle in cerca di ormeggio
viareggio. Una riorganizzazione totale del porto di Viareggio che guardi alle esigenze delle imbarcazioni più grandi, dalla costruzione, alla manutenzione, all’ormeggio, ai servizi offerti. È il filo conduttore dell’intera Variante al Piano regolatore portuale, pronta ormai da due anni e scomparsa dal confronto tra Enti e con la città. «Il mancato aggancio del segmento di mercato dei mega yacht viene giudicato come un serio rischio di regressione di tutta la filiera produttiva», si legge con chiarezza nel Masperplan, documento portante dell’intero progetto.
Le indicazioni raccolte nel corso del lungo lavoro per la Variante e arrivate dalle imprese della nautica hanno segnalato: «La necessità di affrontare l’inadeguatezza del sistema infrastrutturale di accesso al porto, risolvendo la concentrazione del traffico di alcune strade, incrementando le dotazioni di spazi per la sosta anche riservata agli operatori; migliorare la connessione viaria ai fini del trasporto pesante tra il porto e l’area industriale/artigianale Bicchio-Cotone; contrastare fenomeni di sottoutilizzo o carente manutenzione delle aree demaniali in concessione; incrementare la ricettività nautica nel segmento dei megayacht e migliorare l’offerta di servizi in modo da qualificare il porto come hub nel bacino dell'alto Tirreno; incrementare gli spazi dedicati al refitting; ridurre drasticamente i tempi dei procedimenti burocratici per gli adeguamenti del porto finalizzati a consentire alle imprese di cogliere per tempo le opportunità del mercato».
Alle barche grandi sarà destinato l’approdo turistico della Madonnina, ma anche il Triangolino che l’amministrazione comunale di Viareggio, ormai qualche anno fa, aveva annunciato di voler realizzare con fondi propri. E la cantieristica, dalla costruzione al refitting, si allargherà anche negli spazi che oggi vedono il vecchio mercato ittico. Anche una parte della banchina oggi destinata ai pescatori accoglierà i maxi yacht. Mentre la nautica cosiddetta sociale arresta verso un porto a secco che l’amministrazione comunale non vuole e vede una riduzione importante anche delle imbarcazioni ormeggiate da sempre nel canale Burlamacca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google