Gioco
Strage, a primavera il processo di appello-bis a Moretti
Davanti ai giudici fiorentini anche altri imputati. E la corte dovrà ricalcolare le pene di tutti i condannati
VIAREGGIO. Fascicolo 3779/2021 relativo al disastro ferroviario di Viareggio arrivato a Firenze dalla Cassazione e assegnato alla prima sezione della Corte d’Appello toscana, presieduta – si legge nelle carte – dal giudice Alessandro Nencini. Il quale, a fine dello scorso settembre, è stato nominato presidente della stessa Corte d’Appello dopo aver ricoperto le funzioni di vicario per un anno. La data per il processo d’Appello-bis non è ancora fissata, ma si può ipotizzare che la primavera 2022 possa vedere imputati e familiari delle vittime fare ritorno in aula. «La notifica per il processo in Cassazione», ricorda l’avvocato di parte civile Riccardo Carloni (studio Carloni/Marzaduri) ci arrivò a settembre 2020 e la prima udienza era fissata dicembre».
La Corte d’Appello di Firenze dovrà esprimersi nuovamente sulle responsabilità, su alcuni profili di colpa di alcuni imputati, tra i quali Mauro Moretti, che nel giugno 2009 – quando il disastro ferroviario ebbe luogo – era amministratore delegato di Ferrovie. Ma dovrà anche rideterminare le pene di tutti gli imputati per i quali la Cassazione ha confermato le condanne, sottraendo l’aggravante dell’infortunio sul lavoro che i giudici della Suprema Corte hanno cancellato dall’evento strage di Viareggio, 32 persone morte per lo più nelle loro abitazioni mentre uno strumento di lavoro – il treno, appunto – deragliava per una mancanza di sicurezza accertata da tutte e tre le sentenze, compresa quella della stessa Cassazione.
Tredici anni dopo quella tragedia che ha stretto un’intera città intorno alla battaglia dei familiari delle vittime per la giustizia e la sicurezza lungo i binari d’Italia, la giustizia torna a occuparsi della vicenda. E il 29 giugno prossimo, tredicesimo anniversario della strage di Viareggio, il corteo cittadino che non è mai mancato potrebbe sfilare anche per far sentire la voce della città sull’esito del nuovo processo di Appello.
Per una vicenda che attraversa l’Italia e l’Europa e che attende ancora ben altra risposta, alla domanda che i familiari delle vittime non hanno mai smesso di porre: che cosa è stato fatto, alla luce della accertata mancanza di sicurezza nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio, per evitare che tragedie di questo tipo si vadano a ripetere?
Da anni i familiari delle vittime attendono l’apertura di un confronto con il ministero dei trasporti. E da anni l’attesa risposta non arriva.
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