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Versilia

L’ex Soprintendente di Lucca: «Viareggio passa l’esame»

Donatella Francesconi
L’ex Soprintendente di Lucca: «Viareggio passa l’esame»

Coinvolto direttamente dal sindaco Del Ghingaro ieri ha illustrato la valutazione effettuata per candidare la città al bando ministeriale 

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Avrebbe potuto fermarsi lì il giro degli interventi per dare la possibilità al pubblico di continuare nell’ascolto del ragionamento ben incastrato e di alto livello di Luigi Ficacci, ex Soprintendente a Lucca (tra i mille passi della sua carriera), storico dell’arte, consulente del ministero della cultura sul fronte celebrazioni. Con Ficacci ha stretto un legame molto stretto, già da tempo, il sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Grazie, sindaco, per avermi coinvolto», sono state le parole di Ficacci: «Ho fatto il lavoro per cui sono stato chiamato: esaminare se le condizioni per la candidatura di Viareggio a Capitale della cultura vi fossero». Viareggio – ha ricordato Ficacci – «è stata per molto tempo una città in una condizione molto grave di dissesto. E tutti i vuoti, le assenze, le incoerenze impedivano di costituire la base concreta per creare fiducia, benessere e sviluppo».

L a lettura della città data dall’ex Soprintendente è quella di chi sa mettere insieme tutti i pezzi di quello che è il puzzle-città con una “manualità” da artigiano cesellatore paziente. «Il nuovo Piano regolatore è stato realizzato, il Piano delle pinete (che sta muovendo oggi i primi passi per un rinnovo, ndr) è qualcosa di assolutamente fondamentale per una estensione così ampia di foresta all’interno della città. Ecco tutte le condizioni affinché Viareggio possa fare il salto».

Condizioni che portano, aggiunge Ficacci, «a riconoscere che Viareggio si pone, nella condizione attuale, come la città ideale per attuare le ragioni per le quali Franceschini ha pensato questa iniziativa».

Iniziativa che per Ficacci ha un ingrediente indispensabile: «La libertà e la felicità di essere comunità». E non sarà il caso se il secondo che gli obiettivi che l’iniziativa Capitale italiana della cultura, in linea con l’azione europea Capitali europee della cultura, si pone viene così sintetizzato nel bando pubblicato per la raccolta delle candidature: «Il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica». Ed è questa la vera sfida. Affinché diventare Capitale della cultura serva anche a quello studente che, in una scuola cittadina, andava in classe solo con un foglio e una penna. E ai troppi nelle stesse condizioni.

Donatella Francesconi

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