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Versilia

Fratelli d’Italia inugura il comitato elettorale a Camaiore, ma il candidato sindaco ancora non c’è

Cesare Bonifazi
Fratelli d’Italia inugura il comitato elettorale a Camaiore, ma il candidato sindaco ancora non c’è

Sfilata di personalità di partito, sia locali che nazionali, per la nuova sede nella centrale via di Mezzo.  Escluso l’appoggio a un candidato civico come Carrai, così come le primarie che rimangono come ultima spiaggia

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CAMAIORE. Camaiore è addobbata a festa. Il sabato del villaggio è un pullulare di persone in piumino che si fermano tra le botteghe per la spesa, la colazione, oppure qualche regalo dell’ultimo minuto per Natale. Nella via di Mezzo, che taglia in due la cittadina versiliese, si pensa già alla primavera quando i cittadini dovranno tornare alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, decide di bruciare le tappe e inaugura la propria sede, tra schiacciatine, torte e un bicchiere di prosecco. Un luogo che sarà anche comitato elettorale. Ma il candidato non c’è, o forse ce ne sono tre. Ed è proprio in questo quadro che i sorrisi dei “fratelli” si sono congelati, non solo per il freddo dicembrino. Al taglio del nastro c’erano i tre papabili nomi per la campagna elettorale: Massimiliano Micheli (ex assessore An) , Claudia Bonuccelli (anche lei ex amministratrice in epoca Bertola ma ora osteggiata proprio dall’ex sindaco) e Riccardo Erra (attuale capogruppo in consiglio comunale) . Ognuno ha le sue carte da giocare e non sarà facile che uno la spunti sugli altri restando indenne.

Il campione della coalizione intanto è latitante, Tanto a Roma, quanto nella piccola Camaiore. Le correnti portano alla possibilità di un candidato civico incarnato da Carloalberto Carrai, ex assessore per sette anni nell’amministrazione di centrosinistra dell’attuale sindaco Alessandro Del Dotto. Il suo nome è stato lanciato dal grande magister della politica camaiorese, l’ex sindaco Fabio Pezzini. Su Carrai convergerebbe, almeno per il momento, il gradimento anche della Lega (pubbliche le manifestazioni di sostegno da parte dell’attuale capogruppo Riccardo Micheli, come quelle dell’ex vicesindaco Alessandro Santini) . Ma nella testa di Forza Italia e del Futuro nelle Radici (con l’ex sindaco Giampaolo Bertola in testa) il candidato sarebbe l’attuale capogruppo Marcello Mancini.

E Fratelli d’Italia? I meloniani adesso devono prendere una decisione e possono veramente fungere da ago della bilancia. Una loro decisione può essere determinante per unire il centrodestra oppure per riproporre una dinamica come è stata vista già a Massarosa a ottobre (non è un caso che Alberto Coluccini fosse presente all’evento) . Al momento sembra davvero fuori discussione il percorso delle primarie di coalizione. Se non come ipotesi ultima per uno strappo che non si può ricucire. L’unità della coalizione, con queste premesse, sembra allontanarsi verso l’orizzonte. Ma non è tutto perduto.

Il tappeto rosso non distoglie dal pretesto dell’incontro e la sede ha bisogno di essere onorata, così il rappresentante Andrea Fornari apre le danze senza escludere piccole frecciate agli alleati: «Aprire una sede è un passo importante nel cammino che ci porterà alla vittoria – ha detto – Siamo in trattativa con la coalizione ma ancora non abbiamo un candidato. Contiamo di averlo presto parlando con gli alleati, anche se non tutti sono coerenti. La Lega ha pubblicamente detto che appoggia Carrai. Ma qui si parla di politica e non di civismo. Il suo nome, come quello di Pierfrancesco Pardini, è più che rispettabile ma non è espressione della politica. La classe dirigente del centrodestra ha le risorse umane per potersi permettere un candidato politico. Basta mettersi a un tavolo e parlarne». Anche Riccardo Giannini, segretario provinciale del partito, ribadisce il ruolo di Fdi: «Abbiamo numeri sul piano nazionale – dice – e giocheremo sicuramente un ruolo da protagonista. Siamo certi che con questa classe dirigente possiamo fare bene. Dobbiamo arrivare a una decisione e tornare per fare il bene del paese».

A tenere a battesimo questo passo è l’onorevole Riccardo Zucconi che sottolinea la propria area d’influenza ricordando di essere camaiorese: «La sede si apre perché c’è un gruppo di persone. È il simbolo di una comunità che si manifesta». Anche lui prova a dare la sua lettura delle trattative: «La scelta di un sindaco è delicata. Il principio a cui dobbiamo ispirarci è l’autodeterminazione: i partiti hanno la classe dirigenze per esprimere un candidato. Camaiore ha la possibilità di fare un passo verso il cambiamento. Non vogliamo che si riproponga da noi quello che succede in Italia e in Europa. Il candidato deve essere politico e in grado di riportare il buongoverno del centrodestra nel territorio».



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