Gioco
Inchiesta rifiuti con 21 indagati, i vertici di Ersu: «Siamo sereni, tutto sarà chiarito»
La società ribadisce la correttezza delle gare finite nel mirino «Secondo il Tar sono regolari: confidiamo nell’archiviazione»
Pietrasanta. Finita sotto indagine da parte di Procura e Guardia di finanza, la società dei rifiuti Ersu ribadisce la correttezza del proprio operato, la serenità e la collaborazione mostrata agli inquirenti, oltre che la vicinanza alle persone sotto inchiesta.
«Come emerso dalla stampa locale – si legge in una nota – Ersu è oggetto di un’indagine della Procura della Repubblica di Lucca in relazione al corretto svolgimento di alcune procedure di gara. Nella piena serenità della correttezza del proprio operato e di tutte le persone coinvolte nell’inchiesta, l’azienda ha messo spontaneamente a disposizione della Guardia di finanza operante la documentazione e le informazioni richieste, assumendo un contegno pienamente collaborativo con gli organi di polizia giudiziaria e il pubblico ministero».
«Il trasparente e regolare esito di alcune delle procedure menzionate negli articoli di stampa – prosegue la nota – è al vaglio del Tribunale amministrativo regionale che, allo stato, si è pronunciato, ritenendo corretto l’operato di Ersu e regolare lo svolgimento delle gare pubbliche. Ersu, rinnovando a tutti i propri dipendenti la stima e fiducia che ha sempre riposto in loro, è particolarmente vicina a coloro che sono oggetto di tale esposizione mediatica e confida che la Procura, effettuati i dovuti approfondimenti, proceda con la richiesta di archiviazione del procedimento».
Nel mirino sono finite procedure per l’acquisto di spazzatrici e mezzi di trasporto, ma anche per l’affidamento di lavori di sistemazione e riqualificazione di impianti di compostaggio. E ci sono 21 persone iscritte nel registro degli indagati. Una mega inchiesta, partita nel 2020 anche con una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali e coordinata dal pubblico ministero Enrico Corucci. L’inchiesta emerge nei giorni scorsi quando, su richiesta appunto del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari firma il decreto di perquisizione: gli uomini della Finanza si presentano ad Asmiu, l’azienda massese di raccolta dei rifiuti e a Ersu, la sua omologa versiliese. Le fiamme gialle sequestrano ampia documentazione e materiale informatico. Oggetto dell’inchiesta sono alcune procedure di gara e di affidamento diretto. In Ersu gli inquirenti puntano gli occhi, tra l’altro, sulla gara con cui sono stati affidati i lavori di riqualificazione dell’impianto elettrico nell’edificio utilizzato per il compostaggio a Pioppogatto, Massarosa. Ma se in quel caso l’importo di gara era poco al di sotto dei 150mila euro, ci sono pure procedure in cui le cifre in gioco sono ben più alte, come quella per una fornitura per la gestione dei flussi di rifiuti il cui importo supera i 2,2 milioni di euro. E ci sono anche gare per l’acquisto e il noleggio di spazzatrici e mezzi di raccolta.
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