La protesta
Il presidente del Cgc sul futuro del palasport di Viareggio: «Giusto che l’impianto torni al Comune, ecco perché»
Alessandro Palagi: il mio club deve occuparsi di sport, nei programmi il rilancio c’è anche quello che riguarda il torneo di Viareggio
VIAREGGIO. Per il presidente del Cgc Alessandro Palagi che il Palazzetto dello sport possa tornare un bene pubblico con l’acquisto dal Comune è un fatto importante per la società bianconera, in quanto avrà la possibilità di concentrarsi solo nel fare sport, diversamente dall’avere assunto anche altri ruoli non consoni alle specificità dei dirigenti. «Da quando abbiamo acquistato il palazzetto all’asta fallimentare nel 2017 – dice Palagi, – ci siamo trovati a dover svolgere dei compiti che non rientravano certo nelle nostre conoscenze specifiche. Come occuparci di vulnerabilità, impianti elettrici, di canale, strutture in cemento armato per i vari interventi che sono stati effettuati per vari problemi che nel corso degli anni si erano verificano all’impianto. Per non parlare poi, riferendoci allo stadio dei Pini, dove abbiamo dovuto intervenire per il rifacimento del manto erboso, come di interventi alla gradinata per la riparazione delle renghiere. A questo punto siamo soddisfatti se ci sarà questo passaggio con il Comune, avremmo potuto prendere in considerazione anche altre soluzioni per vendere l’impianto, ma ci sembrava giusto che questo dovesse tornare di proprietà dell’amministrazione comunale».
Il vostro intervento nel 2017 ha evitato che potesse fare la fine di altri impianti sportivi e magari rimanere chiuso...
«Il rischio reale poteva essere quello, ecco perché per continuare a far fare sport a tanti giovani, togliendoli dalla strada, ci siamo imbarcati in un’avventura del genere, però il nostro era solo un percorso temporaneo, perché nelle nostre intenzioni c’era quello di vendere al Comune il Palabarsacchi. Che poi è stato realizzato grazie al compianto senatore che era il vice presidente del Cgc Viareggio, che amava la propria città e lo sport in particolare e la sua mancanza si è sentita davvero nel corso degli anni. Averlo acquistato e tenuto come una custodia temporanea per noi è stato dare un segnale, oltre ad altre associazioni sportive, che alla Viareggio che conta, che certe cose se si vogliono si possono fare per aiutare lo sport cittadino».
Una volta che riuscirete ad incassare i soldi della vendita dell’impianto li investirete per i progetti futuri societari, anche nella squadra di hockey su pista?
«Questo lo decideremo al momento: la priorità della nostra società, come abbiamo sempre puntualizzato, è l’organizzazione del torneo per il quale potrebbero esserci novità importanti in futuro, che è stata da sempre la nostra principale entrata. Veniamo da due anni di Covid che ci hanno creato non pochi problemi, purtroppo la situazione della pandemia ci induce comunque ad essere ancora sempre più prudenti. A questo punto come detto vogliamo tornare ad occuparci esclusivamente di sport che è poi quello che ci riesce meglio e lo abbiamo dimostrato nei 72 anni di storia del Cgc».
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