Sicurezza
Emergenza invisibili a Viareggio: ecco l'unità di strada per aiutare per chi non ha niente
Appalto assegnato alla cooperativa Arnèra di Pontedera che già svolge lo stesso servizio in altri comuni della Toscana. A breve operatori al lavoro
VIAREGGIO. Una Unità di strada per la Versilia necessaria – per decisione della Conferenza zonale integrata dei sindaci dei sette Comuni – e finanziata con 44.100 euro destinati alla cooperativa sociale “Arnèra” di Pontedera, «ritenuta idonea all’espletamento del servizio, avendo un’esperienza pluriennale nel settore dei servizi sociali e nello specifico in servizi a favore di persone in condizione di povertà estrema e/o senza fissa dimora», come si legge nella determina numero 2040 del 2 dicembre a firma del dirigente Vincenzo Strippoli. . L’attività, si legge ancora nell’atto, «il servizio, da realizzarsi su tutti i Comuni della Versilia, contempla attività di operatori anche in équipe, per l’accompagnamento ed il supporto di persone in condizione di povertà estrema e/o senza fissa dimora».
Il territorio del comune di Viareggio ne ha davvero bisogno, oggi più che mai avendo contato ben due persone morte in strada nel giro di un mese, l’ultima delle quali aveva come giaciglio la propria auto. Si dorme in strada anche in questi giorni freddi sotto il Municipio, sotto i loggiati del Piazzone, nei camper del parcheggio della piscina, spesso nelle barche ormeggiate in porto. Fabrizio Mariani è il responsabile dell’area “Marginalità e fragilità” della cooperativa pontederese. Il quale ricorda: «Sulla Versilia già operiamo, con i nostri educatori tutti qualificati, nel progetto finanziato dalla Regione Toscana per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e sessuale. Inoltre, svolgiamo tutta l’attività di mediazione linguistica in ambito sanitario dell’Asl Toscana Nord Ovest». Compito degli operatori di strada è «avvicinare le persone che definiamo multiproblematiche ai percorsi che possono dare loro l’aiuto di cui hanno bisogno». Chi vive in strada spesso ha rinunciato ad avere a che fare con ogni forma di burocrazia, dalla quale si sente respinto. E non è facile avvicinare queste persone e provare a fornire loro il sostegno necessario. «A Pisa, per esempio», racconta Mariani al Tirreno, «controlliamo anche gli argini dell’Arno, sotto i ponti, dove le persone trovano rifugio per la notte».
Una volta stabilito il rapporto minimo indispensabile, gli operatori di strada si occupano anche dei più restii a un percorso vero e proprio: «Gli operatori offrono un sacco a pelo, qualcosa di caldo, valutano le condizioni di salute di queste persone, colgono eventuali scompensi relativi, per esempio, a farmaci che devono essere assunti regolarmente e invece così non è. In tanti casi, poi, segnaliamo le condizioni in cui si trovano le persone alla Centrale operativa del 118»
I tempi per l’avvio del servizio previsto per la Versilia non sono ancora definiti. Ma la speranza è che, risolte tutte le pratiche burocratiche relative al bando vinto della cooperativa, l’anno nuovo possa vedere in strada gli operatori a costruire il rapporto necessario con chi ha più bisogno di contatto umano anche se non lo sa più per le condizioni in cui si è ritrovato a vivere, spesso associate anche a storie di dipendenza, dall’alcol o dagli stupefacenti, o a disturbi di tipo psichiatrico. Il tutto aggravato dalla vita per strada, 24 ore su 24.
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