Italia
Sala per l’Artiglio al Nautico di Viareggio, c’è anche la gomena originale: il viaggio
Oltre 1.500 le ore di immersione dei subacquei francesi che hanno riportato alla luce alcuni pezzi dell’imbarcazione che colò a picco 91 anni fa
VIAREGGIO. La gomena originale dell’Artiglio, restaurata ed esposta nell’aula magna dell’Istituto Nautico Artiglio di Viareggio sembra il filo che unisce passato e presente, lungo quella memoria dei palombari viareggini morti nell’affondamento dell’imbarcazione, nel 1930, che in città non è mai venuta meno. Ci sono volute 1.500 ore di immersione da parte dei subacquei francesi per ridare vita agli oggetti recuperati, che rievocano un patrimonio di tradizioni e di valori ma sono, soprattutto, una testimonianza di vita e di lavoro e hanno un grande valore simbolico.
Il progetto di restauro e l’allestimento della mostra sono stati ideati da Sauro Sodini, presidente degli “Amici del Museo della Marineria” e figlio di uno dei palombari deceduti sul lavoro, e da Dimitri Ricci. Con i quali hanno collaborato Angela Fanfani, Antonella Serafini, Marco Pescaglini e Giovanni Benedetti, Francesco Pieri.
Grazie alla ricostruzione «effettuata con passione ed entusiasmo dagli studenti della III ACN (anno scolastico 2019/2020) dell’Istituto Nautico, guidati dai professori Ricci e Fanfani», si legge nella nota diffusa, «gli oggetti sono ora finalmente visibili nell’Aula magna della scuola insieme a fotografie, documenti, la scaletta dell’atelier dei palombari e una copia a grandezza naturale della Torretta di osservazione, ideata da Alberto Gianni (uno dei più esperti tra i palombari che morirono nell’Artiglio e dotato di grande capacità e inventiva tecniche, ndr) e realizzata dal maestro della cartapesta del Carnevale di Viareggio, Luigi Bonetti, ex allievo del Nautico».
Tra i “pezzi” esposti c’è anche un modellino della nave corredato dalle attrezzature necessarie ai recuperi nelle profondità del mare. Anche solo guardandolo si riesce a immaginare quale fosse la vita a bordo di chi lavorava consapevole di correre rischi quotidiani.
«L’aula magna del Nautico Artiglio», si legge nelle nota diffusa ieri dalla scuola che ha per dirigente scolastico Nadia Lombardi, la quale ha creduto fino in fondo nel progetto, «diviene quindi, oltre il Museo di Quiberon e al Museo della Marineria di Viareggio, un luogo di memorie sull’Artiglio, la leggendaria nave sulla quale i palombari viareggini hanno portato a compimento, negli anni Trenta straordinarie imprese che ancora oggi destano stupore e ammirazione in tutto il mondo». La scuola assicura, in merito al progetto che ieri ha visto realizzazione: «Non è che un inizio. Sono infatti ancora molti i resti da ricostruire e vi è l’auspicio che, con il ritorno alla normale attività didattica, possa essere anche ripresa l’opera di restauro dei reperti».
In occasione della inaugurazione dell’esposizione, avvenuta ieri mattina, un momento ha molto colpito tutti i presenti: una vetrina del Museo, infatti, è stata intitolata ad Alessandro Mossi, giovane diplomato del nautico Artiglio che è prematuramente scomparso nel 2019. Alla sua memoria la famiglia e gli amici hanno voluto istituire una borsa di studio per gli studenti che si sono impegnati nell’operazione che ha portato all’allestimento.
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