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Versilia

In Versilia partono le telefonate dei pediatri per la vaccinazione dei bambini: ecco come funzionerà

Matteo Tuccini
In Versilia partono le telefonate dei pediatri per la vaccinazione dei bambini: ecco come funzionerà

Sarà un Natale di fuoco: ogni ambulatorio dovrà contattare dalle 400 alle 500 famiglie. E non c'è un collegamento con le banche dati dell'Asl per sapere chi lo ha già fatto o prenotato

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VIAREGGIO. «Pronto, qui è lo studio pediatrico: lo vacciniamo il bimbo?». Per i pediatri della Versilia è arrivata l’ora di scorrere i nomi sulla rubrica e iniziare a telefonare alle famiglie: da adesso si iniziano a programmare le vaccinazioni anti-Covid per la fascia d’età 5-11 anni. Non sarà una passeggiata natalizia, sostiene Stefano Castelli che è il referente dei pediatri versiliesi. Oggi sommersi a loro volta dalle richieste dei genitori per i malesseri di stagione. Con continue richieste di tamponi (circa 15-20 al giorno le impegnative per i tamponi sottoscritte dai pediatri) per monitorare la presenza del Covid. Senza contare i tamponi rapidi che vengono fatti quando il bambino è stato a contatto con un caso positivo.

«Ognuno di noi – spiega Castelli – ha dai 400 ai 500 assistiti tra i 5 e gli 11 anni, che è la fascia d’età interessata dal nuovo vaccino anti-Covid. Tra i genitori c’è chi si è già fatto vivo, chiedendo di vaccinare il proprio figlio o figlia, perché è convinto e vuole farlo quanto prima; tutti gli altri dovranno essere contattati». Anche chi si è prenotato autonomamente sul portale regionale Prenotavaccino, per ricevere la dose ai centri vaccinali come il Terminetto. «Purtroppo – chiarisce Castelli – non siamo in grado di spuntare dall’elenco chi ha fatto la prenotazione da solo: chiameremo tutti, a scanso di equivoci». Naturalmente, lo ribadiamo per evitare fraintendimenti, i genitori potranno rifiutare il vaccino per i bambini se non sono convinti di farlo. L’impressione dei pediatri, tuttavia, è che la richiesta ci sarà. L’Asl ha rivelato che dei 550 posti a disposizione per i vaccini pediatrici al Terminetto ne sono stati occupati subito 500.

«La vaccinazione anti-Covid – prosegue Castelli – ci vedrà molti impegnati in questo Natale e io credo anche ben oltre la Befana. Abbiamo dato il nostro supporto anche per prestare servizio a turno al Terminetto, casomai lo ritenessero necessario. E non è il solo impegno che abbiamo in questo periodo. Dobbiamo fare i conti con le malattie stagionali che si sono rivelate molto pesanti. Colpi di tosse, raffreddori e in alcuni casi persino bronchiti: quest’anno i virus parainfluenzali hanno picchiato duro». Naturalmente ognuno di questi sintomi deve essere monitorato con i tamponi, per accertarsi che non è un caso di Covid.

«Le regole sono sempre le stesse – chiarisce Castelli – Quando si è in presenza di un qualunque sintomo sospetto bisogna fare il tampone. Siamo nel momento clou della stagione e non si può avere la mano leggera, anche perché scuole e famiglie chiedono risposte. A tutto questo bisogna aggiungere i tamponi rapidi che servono quando si è stati a contatto di un caso positivo in classe e le vaccinazioni antinfluenzali, che quest’anno abbiamo ricevuto in ritardo».

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