Gioco
Dimissioni anche nei giorni di festa per far respirare l'ospedale Versilia
Saranno programmate in accordo con i familiari e le strutture di cure intermedie. L’appello: «Il Pronto soccorso non è la prima risposta se ci si ritrova positivi»
viareggio. Ospedale sotto Natale, il secondo ai tempi del virus, con 14 pazienti ricoverati nel reparto covid (ma per un paio sono previste le dimissioni in questi giorni), due letti covid, uno occupato e uno libero in terapia intensiva, e la “bolla” riabilitativa appena riaperta. «Non c’è solo il virus», spiega al Tirreno il direttore sanitario dell’ospedale Versilia, Giacomo Corsini: «La chirurgia sta lavorando a pieno ritmo e stiamo riattivando tutte le prestazioni ambulatoriali» per arrivare a recuperare quelle risposte ai bisogni di salute oltre il covid che la pandemia ha rinviato. Un ospedale Versilia che non rallenta certo per le festività. Tanto che Corsini afferma chiaramente: «Se rimanesse due o tre giorni senza dimettere i pazienti dimissibili, l’ospedale non reggerebbe. Per questo dimetteremo pazienti anche nei giorni di festa o la domenica, programmando i ritorni a casa o nelle strutture di cure intermedie e avvisando per tempo le famiglie. Su questo chiediamo una mano alla cittadinanza».
Così come una mano all’ospedale va data – Corsini lo sottolinea con forza – al Pronto soccorso che, ormai dall’inizio della pandemia nei primi mesi del 2020, «è la prima posta di accesso all’ospedale anche per chi è colpito dal covid». Il Pronto soccorso – sono le parole del direttore sanitario – «è sempre disponibile per fornire cure in tutti i casi gravi, covid o non covid. Ma non è la prima risposta sanitaria quando si è positivi e, soprattutto, non è il luogo dove si va a fare il tampone».
Sul fronte covid «i numeri stanno crescendo e siamo in linea con l’andamento nazionale» e ad ammalarsi «sono vaccinati e non vaccinati, questi ultimi in modo più grane. Non stiamo a fare statistiche impossibili con 14 pazienti covid: oggi sappiamo che anche un vaccinato può positivizzarsi, ma io sono convinto che vaccinarsi resta la strada giusta contro la pandemia». Anche ricordando che lo scorso anno, in questo periodo, i ricoverati per covid all’ospedale Versilia erano oltre cento «e la terapia intensiva era tutta trasformata covid».
Pandemia che l’ospedale sta affrontando all’interno della struttura sanitaria e fuori, in collegamento con i medici di famiglia: «Stiamo curando decine di persone con la terapia degli anticorpi monoclonali», rende noto Corsini. Una cura possibile anche «per la presenza della collega infettivologa presente in ospedale», e al rapporto che l’ospedale instaura su questo fronte con i medici di base. «La terapia viene somministrata in ospedale», ricorda Corsini, «in un percorso completamente separato da tutto il resto delle attività». Così come rimangono disponibili ambienti separati per le donne che devono partorire e risultino positive al covid («è capitato», conferma Corsini) e ugualmente accade in pediatria e psichiatria. Con la massima attenzione ai protocolli covid in tutti i reparti, nel caso di ricoverati che nel corso della degenza risultino positività all’infezione della pandemia mondiale.
L’ospedale Versilia è pronto per affrontare anche quelle patologie tipiche dell’inverno, dall’influenza alle polmonite no covid: «Abbiamo 5/6 letti di quelli che chiamiamo “apri e chiudi” e in questo periodo li abbiamo aperti», conferma Giacomo Corsini.
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