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Il tunnel senza fine dello stadio dei Pini di Viareggio: «Sarà impossibile riaprirlo a marzo»

Roy Lepore
Il tunnel senza fine dello stadio dei Pini di Viareggio: «Sarà impossibile riaprirlo a marzo»

L’ingegner Biagiotti ricorda le ultime partite del 2018 e spiega: «Difficile che sia disponibile anche a inizio 2023»

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VIAREGGIO. Difficile, se non impossibile, pensare a uno stadio dei Pini riaperto in tempi brevi. Sicuramente non per la “Viareggio cup” in programma a marzo del prossimo anno. È quanto emerso durante la presentazione del libro “Lo stadio dei Pini-Una memoria condivisa” scritto dai soci dell'Associazione culturale “Orgoglio Bianconero” che si è svolta al Palabarsacchi. A fare gli onori di casa il presidente del Cgc Viareggio Alessandro Palagi. Ospiti l’atleta olimpico Nicola Vizzoni, attuale responsabile del settore lanci della Fidal, il presidente del Coni provinciale Stefano Pellacani, l'ex presidente provinciale della Fidal Duilio Puosi, l'ingegnere Andrea Biagiotti e circa 25 persone che hanno assistito all'incontro.

Proprio durante la discussione è emersa la riflessione dell’ingegnere Biagiotti che a precisa domanda, sulla possibilità che lo stadio dei Pini possa essere riaperto a marzo 2022, come il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha dichiarato in più di una circostanza, in concomitanza con la "Viareggio Cup" (dal 16 al 30 marzo), si è mostrato più che scettico: «Stando alle cose attuali questa ipotesi la vedo difficile, non solo per questo marzo, ma addirittura anche per il prossimo. Ci sono infatti dei tempi tecnici da rispettare e tutt'ora siamo distanti. Dopo la chiusura dell’impianto è necessario realizzare tutti gli interventi richiesti dalla Commissione di vigilanza. C'è il progetto che va completato, dei lavori che andranno assegnati e poi ci sono dei tempi per realizzarli, non so quindi come si possa dire di poterlo aprire a marzo. Nel 2018 prima che il 30 giugno, chiudesse definitivamente, ero riuscito a farci disputare la parte finale della “Viareggio Cup” e, a porte chiuse, disputare tre partite del Viareggio calcio per terminare il campionato di serie D. Da allora l'impianto è chiuso».

C’è poi un passaggio importante: «In più lo stadio ha perso anche la licenza sportiva. Avendo giocato da giovane nel Viareggio anch'io, ed essendoci legato anche da un lato affettivo, da quando è stata demolita la gradinata non ci sono più passato, perché vederlo ridotto in queste condizioni mi fa male. Spero solo un giorno di rivederlo aperto e funzionante, perchè la città di Viareggio lo merita».

Anche Stefano Pellacani, come Biagiotti, ha vestito la maglia del Viareggio calcio, ed è legato da tanti ricordi all’impianto in Darsena. «Sono dispiaciuto che sia ridotto così: né come Coni Provinciale, né Regionale siamo stati coinvolti da parte del Comune nel progetto e insieme alla Figc invece dobbiamo essere messi al corrente dei lavori che verranno realizzati. In queste condizioni non permette inoltre di poter usufruire di alcune agevolazioni che potrebbero esserci per l'impiantistica sportiva, che invece nella nostra provincia riescono a beneficiarne altre realtà e questo per Viareggio è un vero peccato».

Nicola Vizzoni allo stadio dei Pini nel sottotribuna ha svolto la parte atletica, dopo che aveva iniziato a lanciare in pineta, prendendo come riferimento un albero, seguito dal professor Roberto Guidi.

«Mi sono avvicinato all'atletica leggera (prima giocavo a calcio come stopper nella Mazzola) assistendo al record del mondo di Alessandro Andrei fatto nel Meeting e da allora ho cominciato ad allenarmi, quindi per me Viareggio è stata importante, così come il Meeting, dove ho anche gareggiato facendo un record italiano. Quando vado in giro per il mondo mi chiedono come mai lo stadio sia chiuso e mi trovo in difficoltà a spiegarlo».

Anche Duilio Puosi ci ha gareggiato per poi organizzare diverse iniziative per il Cgc: «Spero tornino quei tempi, anche perché con la chiusura dell'impianto abbiamo perso tanti atleti che si potevano iscrivere alla nostra società».

Il presidente Alessandro Palagi ha ribadito che il Cgc ha subito nel corso degli anni danni economici per questa chiusura: «Settantaquattro anni di storia per il nostro torneo mondiale giovanile meriterebbero maggiore rispetto da parte di tutta la città – dice –. Constatare sempre che fuori Viareggio siamo considerati e qui invece bistrattati il più delle volte, come se dessimo noia a qualcuno, ci fa male. Siamo tutti volontari che firmiamo fidejussioni per mandare avanti la società, abbiamo acquistato il palazzetto dello sport, per poter far fare sport a tanti giovani. Sinceramente in certi momenti, verrebbe voglia da abbandonare tutto, ma il nostro amore per lo sport e per il Cgc ci spinge invece a proseguire, ma sperando in più riconoscenza nei nostri confronti».

Il presidente del Cgc Alessandro Palagi ha donato all'associazione Orgoglio Bianconero maglia e pantaloncini del Viareggio calcio, che aveva ricevuto dai familiari del socio Dino Bertolini, da poter mettere all'asta per beneficenza.

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di Redazione web