Sicurezza
Poste, un mese a caccia della raccomandata sparita. Il racconto di una viareggina
Il racconto di una viareggina: la missiva è stata rispedita a Sesto Fiorentino. «Risulta che l’abbiamo rifiutata, ma non abbiamo ricevuto niente»
VIAREGGIO. Sembra una cosa inverosimile non essere riusciti ad entrare in possesso di una raccomandata il cui avviso risale ormai al 16 novembre scorso: invece è quello che è capitato realmente ad una signora di Viareggio, che pur avendo cercato in tutti i modi di capire cosa sia realmente accaduto è ancora in attesa non solo di entrare in possesso materialmente della raccomandata, ma anche di capire come possa essere accaduta una cosa simile. A raccontare questa storia dai risvolti davvero inconcepibili è la signora Maria Gloria Murgida, mamma di Sara, la destinataria della missiva, che per motivi di lavoro, ha delegato la madre, per riuscire a entrare in possesso della raccomandata.
«Il 16 novembre scorso abbiamo trovato nella cassetta delle lettere un avviso di giacenza della raccomandata all'ufficio postale del Terminetto – dice la donna –: premetto che eravamo in casa quel giorno, ma a causa del Covid mi è stato riferito che adesso le raccomandate non vengono più consegnate. Con l'avviso si deve andare a ritirarle presso l'ufficio dove si trovano in giacenza. Ed è quello che ho fatto, ma la cosa strana è che mi hanno detto le impiegate che per un errore la lettera sarebbe stata spedita a Firenze».
A questo punto inizia il tour in vari uffici: «Riesco ad avere un appuntamento con il direttore dell'ufficio centrale di via Garibaldi al quale spiego quello che ci è capitato. Mi rassicura che la lettera sarebbe tornata indietro, ma nel frattempo mia figlia contatta telefonicamente le poste a Firenze, che riferiscono che la lettera è stata inviata a Sesto Fiorentino. Qualche giorno dopo nuovamente per telefono ci riferiscono che sarebbe tornata a Firenze e che l'avrebbero rispedita a Viareggio. Ad oggi però non abbiamo ricevuto nulla, addirittura figurerebbe che noi l'abbiamo rifiutata, quando non abbiamo mai visto nulla. Ho presentato anche un reclamo scritto il 30 novembre . Il postino ci ha riferito che si tratterebbe di un atto giudiziario amministrativo, un verbale di violazione del codice della strada. Mia figlia non ha intestata un'auto, né possiede di un ciclomotore, quindi siamo davvero curiosi di sapere di cosa si tratta. A questo punto poi se fosse una multa, non avendola pagata, aumenterebbe l'importo. Mi chiedo in questo caso a chi dobbiamo rivolgerci per capire qualcosa di tutta questa vicenda? Intanto abbiamo deciso di rendere pubblico la nostra disavventura attraverso il giornale e poi ci recheremo dai carabinieri per presentare una denuncia. Non è infatti ammissibile che dalle Poste Italiane si debba ricevere un trattamento del genere. Siamo amareggiati e nello stesso tempo increduli che possa essere tutto vero, vogliamo che sia fatta chiarezza. Siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro con nessuno che si è assunto la responsabilità di prendere in mano la questione e risolverla e questo non possiamo accettarlo».
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