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Versilia

La lunga fuga del piccolo Gero: il cane ritrovato dopo 137 giorni nascosto nei boschi della Versilia

Luca Basile
La lunga fuga del piccolo Gero: il cane ritrovato dopo 137 giorni nascosto nei boschi della Versilia

Sparì durante la scorsa estate, i volontari non si sono mai dati per vinti. Ora il meticcio è ospite del rifugio Nati Liberi Versilia, in attesa di adozione

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PIETRASANTA. È una sera d’estate: Gero, uno splendido meticcio di cinque mesi, incuriosito come tutti i cuccioli, si allontana dai suoi proprietari in vacanza a Lido. Ed è proprio in quella stessa sera che si innesca questa storia generosa per solitudine, dolore, ma anche solidarietà, amore e tenacia. Una storia che si è conclusa nei giorni scorsi con il sorriso anche se resta l’attesa del vero lieto fine.

«Appena Gero è scappato - raccontano Simona Galeotti e Marco Zeni, fra i volontari più attivi nella ricerca del cane - sono cominciati i primi tentativi da parte degli stessi proprietari di ritrovarlo con vari post sui social e qualche volantino, ma senza risultati. Da lì a poco, finita la vacanza i proprietari sono tornati a casa. Senza il cane. Qualche giorno dopo veniamo contattati da una volontaria del rifugio di prima appartenenza di Gero per coordinare le sue ricerche. Così ci organizziamo supportati magnificamente da Claudio Morelli, Sara Storti, Ilaria Vezzoni, Antonella Neri e tante altre persone: stampiamo più di 3000 volantini poi affissi fra strade, bar, negozi, ma di Gero non c’è traccia. Un lungo brancolare nel nulla, potendo contare solamente sulle nostre forze questo perché proprietari e associazione, di cui il cane era sotto la loro tutela prima di darlo in adozione, sono risultati assenti. Poi qualcosa accade: ai primi di agosto ci segnalano la presenza di un cane che potrebbe essere Gero, ai margini di un canneto con boscaglia a Lido».

I volontari si attrezzano: punti cibo, appostamenti, telecamere e alla fine Gero, "il cane di nessuno", viene ripreso da una foto-trappola mentre esce guardingo e diffidente, dalla boscaglia dove si nasconde al mondo. La percezione, immediata «è che non sarebbe stato semplice prenderlo. E così è stato. Per quattro mesi abbiamo montato e smontato ogni tipologia di attrezzatura per la sua cattura, disboscato rovi, canneti, con il timore che, perché impaurito, si allontanasse dal suo rifugio. A fargli compagnia solamente un riccio che spesso, durante la notte, si cibava dalle pietanze che lasciavamo per esca con Gero che lo lasciava fare per poi dargli il cambio. Nelle centinaia di video esaminati, si alternavano emozioni nel rivederlo e frustrazione ogni volta che spariva», sottolineano i volontari. Serve un’idea, una soluzione per catturare Gero. E l’idea è quella di posizionare delle reti nascoste nel terreno «che scorrono su guide metalliche, meccanismi di sgancio che permettono in maniera veloce di alzare a parecchi metri di altezza le reti, il tutto montato su una superficie grande come una stanza.

Per tre settimane - aggiungono Simona e Marco - lasciamo tutto predisposto per fare abituare Gero alla nuova situazione, ma il cane, diffidente, esita a varcare quella soglia. Dallo spazio in questione, che monitoriamo con una telecamera, ci separano solamente 100 metri: intorno alle 3 del mattino di qualche giorno fa la foto-trappola finalmente rileva la sua presenza. Lo vediamo entrare e uscire furtivamente dal sito di cattura e poi schiacciare, alla caccia del cibo, il comando che aziona le reti: è così che lo abbiamo preso. Ed è stato bellissimo. Per lui e per noi».Sono trascorsi 137 giorni dalla prima fuga di Gero, il piccolo meticcio che per oltre 4 mesi ha messo duramente alla prova la tenacia e l’amore di tutti questi volontari. Oggi Gero, che sta bene e che nonostante la sua timidezza e la sua precoce esistenza complicata ama farsi accarezzare e accudire, è ospite del rifugio Nati Liberi Versilia, in via Saponiera, associazione da sempre attenta alla tutela degli animali che vede come presidente Michela Bertolozzi.Ma il vero lieto fine, come da premessa, per Gero ci sarà solamente quando qualcuno, magari già in questi giorni del Natale, si farà avanti per adottarlo e per donargli una casa e quell’abbraccio infinito che attende fin dal suo primo giorno di vita.

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di Redazione web