Gioco
La fotografa Cardini firma il calendario della Penitenziaria
È il secondo anno consecutivo e ci sono anche le immagini degli atleti delle Fiamme azzurre con le medaglie olimpiche
forte dei marmi. Seconda volta per la fotografa versiliese Barbara Cardini alle prese con il calendario della polizia penitenziaria che sarà stampato in 45mila copie nella casa di reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi. Cardini, nei giorni scorsi, era a Roma per la presentazione del calendario che si è tenuta nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Paginone centrale del calendario dedicato agli sportivi e alle sportive delle Fiamme azzurre: «Ho partecipato alla cerimonia a casa della ministra Cartabia», ha raccontato Cardini in occasione della giornata di presentazione, «ed è stato un grande onore poterli incontrare e conversare con loro. In questo calendario ci volevano: è un piccolo tributo a quello che hanno fatto in Giappone».
La fotografa fortemarmina è reduce da un lungo tour nelle carceri italiane e non solo: «Il mio capire il carcere da dentro è stato accompagnato dalla polizia penitenziaria. Le storie che mi raccontavano mi hanno incuriosito tantissimo».
Nelle pagine che precedono le foto, Cardini – le cui immagini sembrano parlare, tanta è la sensibilità della mano che le ha scattate – scrive: «Trentamila passi per realizzare questo calendario e molti chilometri percorsi per poter raccontare la vostra storia. Qualcuno mi ha detto tempo fa che per capire la polizia penitenziaria dovevo entrare in sezione, vivere la quotidianità di un lavoro difficile. Questi ritratti di uomini e donne, che svolgono i gesti di tutti i giorni con impegno, dignità e rispetto della divisa che indossano, sono soltanto un piccolo tassello di un lavoro molto più complesso ma altrettanto affascinante che tanto ancora devo comprendere».
Nel giugno scorso, Barbara Cardini – sempre “armata” dell’inseparabile macchina fotografica – è stata in Messico insieme a una delegazione del Dipartimento amministrazione penitenziaria impegnato nel progetto denominato Ita-Mex-Undoc che ha coinvolto anche le detenute.
Donatella Francesconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
