Toscana
Banche, in cinque anni persi venti sportelli in Versilia. E all’orizzonte ci sono altre chiusure
A Viareggio le filiali sono rimaste soltanto 26, mentre i grandi gruppi si preparano a ridurre ancora la presenza fisica
VIAREGGIO. Un’emorragia che sembra essere senza fine. In cinque anni, nei sette comuni della Versilia, si sono persi 21 sportelli (cioè filiali) bancarie su 91. Più di una su cinque, più del 22 per cento. Con tutto quello che questo comporta, in termini di disagi, sia per le imprese che – soprattutto – per i cittadini. In particolari i più anziani, che spesso hanno poca dimestichezza con quello che, secondo gli istituti di credito, dovrebbe sostituire gli sportelli: l’home banking e tutto l’apparato via Internet.
Secondo le statistiche che ogni anno vengono pubblicate dalla Banca d’Italia, a fine 2015 in Versilia c’erano 91 sportelli bancari. Al 31 dicembre dell’anno scorso erano scesi a 71.
Una perdita secca di 20 filiali che per più della metà (undici) si è concentrata su Viareggio, la città più grande e quella che ancora può contare il numero maggiori di filiali. Ma in tutti i comuni – con l’eccezione di Massarosa, almeno durante questi cinque anni – si è assistito a chiusure programmate da parte degli istituti di credito. In un caso, a Stazzema, questo ha voluto dire dimezzare (da due a uno) l’offerta di servizi di credito sul territorio, costringendo così i correntisti a spostarsi altrove.
I settanta o poco più sportelli rimasti devono servire una popolazione che supera i 158mila abitanti, ai quali vanno ovviamente aggiunte le imprese. E anche da questo punto di vista la Versilia non è messa particolarmente bene: la Piana di Lucca, per citare un esempio a noi vicino, che ha solo cinquemila abitanti in più può contare su ben dieci banche in più.
Il punto più critico, però, è che questa tendenza non pare intenzionata a fermarsi. Anzi. Nel corso del 2021, ad esempio, Banco Bpm (il gruppo che si porta in pancia la gloriosa Cassa di Risparmio di Lucca, con la sua storia e le sue tanti filiali) ha annunciato la chiusura di tre punti (Capezzano, Massarosa, Marzocchino). Ma anche un altro gigante bancario, Unicredit, non ha risparmiato la Versilia dalle sforbiciate chiudendo la filiale sul centralissimo viale Colombo a Lido di Camaiore. E, all’orizzonte, si annuncia il piano di ridimensionamento di Monte dei Paschi di Siena.
«Digitalizzazione, smaterializzazione delle attività e una nuova divisione del lavoro sono processi difficilmente arrestabili – ragiona Daniele Quiriconi, segretario della Fisac Cgil regionale – tuttavia vanno governati: vanno difesi i presidi nelle aree interne, garantiti i flussi di credito e tutelati i lavoratori. I processi vanno governati con equilibrio da parte di imprese finanziarie che hanno ricominciato a macinare miliardi di utili e distribuire dividendi importanti e il decisore politico non può ritrarsi in una funzione meramente notarile».
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