Aumenta il numero dei giovani che cadono vittime delle dipendenze Melillo (Pca): abbiamo bisogno d’aiuto
Pietrasanta. 40 anni di esperienza sulla strada, di vite salvate, di famiglie aiutate, oggi vanificati dal vuoto delle istituzioni e dall’indifferenza di una parte della comunità.
Il progetto Comunità Aperta da quattro decadi a questa parte si è dedicato a seguire e supportare persone con problematiche di varia dipendenza: alcol, droga, gioco. Dallo scorso mese di aprile, a causa della mancanza di fondi, la sede di via Stagi è diventata un presidio informativo e momento di ascolto: licenziati tutti i dipendenti e i collaboratori; in organico resta solamente un operatore. Nessuna terapia e somministrazione, in un momento in cui il problema delle dipendenze, ancora di più in scia al Covid, deflagra anche in terra di Versilia.
«Il Pca, dopo il bando fantasma per la gestione del servizio e le promesse della politica quasi tutte disattese può solamente proporsi come spazio di aggregazione, promuovere incontri nelle scuole, diventare riferimento logistico per altre associazioni – fa sapere Nando Melillo l’unico dipendente di fatto della struttura – Di più non possiamo fare. Abbiamo giusto i soldi per andare avanti ancora per un anno. Nel frattempo il problema dell’alcolismo, della tossicodipendenza e ancora della ludopatia è sempre fuori controllo. Il numero dei casi di persone, molti dei quali giovanissimi con età a partire da 16 anni, che bevono e si drogano è in aumento. La prima dipendenza è quella legata all’alcol, poi marijuana, cocaina e eroina. L’accesso alle droghe, rispetto a prima, è facilitato anche dal ricorso al web. I giovani trovani i soldi nel modo più disparato: dai nonni, dai genitori. Con il tempo questa disponibilità economica verrà meno. E allora aumenteranno gli episodi di violenza, i furti. E questo già accade: la situazione è esplosiva. Soprattutto la cocaina, inizialmente sembra che vada tutto bene, poi si impadronisce di chi ne fa uso e diventa devastante. Ma la politica non sembra accorgersene e, mentre i servizi come il nostro chiudono o non si possono aggiornare, il mercato della droga si sviluppa, cresce attira nuove dipendenze».
E poi spiega: «A Pietrasanta abbiamo ancora uno zoccolo duro di tossicodipendenti, alcuni di loro si recano oggi al Sert di Viareggio per la somministrazione prevista, altri si rivolgono al mercato nero. Fino ad oggi siamo riusciti ad arginare l’eroina con il metadone, ma con la cocaina, con il crack, questo non è possibile. Per non parlare dei casi psichiatrici gravi con doppia diagnosi di tossicodipendenza e problemi mentali. Ai genitori che ci contattano diamo il supporto che i nostri mezzi attuali ci consentono: in queste famiglie c’è disperazione, solitudine, difficoltà a rapportarsi con i servizi sociali. Tutto queste mentre la politica si volta dall’altra parte e il sindaco Alberto Giovannetti conferma con i fatti non tenere nella giusta considerazione il Pca. Per motivi che conosce solamente lui. Quando tutti si renderanno conto che a causa della dipendenza e della soppressione di questi servizi, violenza e dolore saranno sempre più frequenti, allora sarà tardi per una soluzione».
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