Sicurezza
Pendolari e autisti tutti d’accordo: «Una regola giusta evitiamo il peggio»
Il giro di vite non solo è accettato, ma si chiede di fare di più «Verifiche e misure anti-contagio ci fanno stare tranquilli»
Matteo Tuccini
Luca Basile
viareggio. In un’intervista leggendaria a bordo di un tram milanese, il giornalista Beppe Viola e la bandiera del Milan Gianni Rivera erano d’accordo su un fatto: bisogna occuparsi delle persone che prendono il tram. In realtà bisogna occuparsi anche di chi prende l’autobus tutti i giorni, così come di chi lo guida. Perché basta parlare con i pendolari e gli autisti per capire che spesso le cose sono diverse da come uno se le immagina.
Il Green pass obbligatorio sui mezzi pubblici, per esempio, mette tutti o quasi d’accordo. L’inasprimento della regola, per cui bisogna essere vaccinati, guariti o negativi al tampone per salire, non solo è apprezzato da utenti e dipendenti delle Autolinee Toscane: è ritenuto quasi un primo passo. Si chiedono, infatti, ulteriori controlli e altre misure anti-contagio. Ritenute l’unica strada assieme alla vaccinazione anti-Covid per uscire quanto prima dalla pandemia.
«Le persone rispettano le regole più di quanto si creda: a loro bisogna dare risposte serie». A parlare è Carlo Beretti, veterano degli autisti versiliesi. «Hanno tutti la mascherina – dice Carlo – mi ricordo solo un caso di uno che se l’era dimenticata, ma poi è riuscito a recuperarla per salire. Il Green pass ha bisogno di più rodaggio e noi abbiamo bisogno di controllori sui mezzi: non ci possiamo mettere a verificare la certificazione verde di ogni utente che sale. Non c’è proprio il tempo».
Sul tema interviene Andrea Piglionica, addetto di Autolinee Toscane in servizio alla biglietteria di piazza D’Azeglio a Viareggio. Oltre che sindacalista Cisl. «L’iniziativa del Green pass sui mezzi pubblici è lodevole – dice – Come sempre, però, si sottovaluta la carenza di personale e soprattutto la necessaria continuità del servizio: non si può bloccare l’attività per fare i controlli».
Per i pendolari, almeno quelli che parlano apertamente, non ci sono dubbi: il provvedimento è giusto. «Sono d’accordo con il Green pass obbligatorio – dice Thomas Tommasi, stazzemese che vive a Viareggio – Siamo in inverno e questo è un ottimo metodo per arginare la risalita dei contagi». Giulia Brocchini, massarosese, mostra la sua certificazione verde con orgoglio: «Mi sento più sicura a viaggiare in questo modo. Non resta che augurarsi che tutto proceda bene». Secondo Luciano Nahuel Spina, viareggino, «è un provvedimento utile per la sicurezza dei pendolari. È normale che uno Stato tuteli i propri cittadini in questa maniera e io credo che, grazie al Green pass, siamo quasi alla normalità». Giovanna Bertuccelli, viareggina doc, usa il bus per spostarsi comodamente da casa alla Passeggiata: «Ho fatto tutti i vaccini, compresa terza dose e antinfluenzale. So quanto costano le cure ai malati e quindi sono consapevole che è giusto proteggersi, come dovere nei confronti della comunità». Leonardo Consani arriva da Livorno e spiega con orgoglio: «Sono vaccinato, non ho problemi ad esibire il Green pass. Sui vaccini si sentono sciocchezze: io so solo che così posso spostarmi con tranquillità». Anche Loredana Orlandi afferma di sentirsi più tranquilla in questo modo. «Sono favorevole ai vaccini: credo che misure del genere siano giuste e anzi vadano incrementate».
A Pietrasanta l’area del Terminal bus, alle 12,30, è quasi deserta. «Come è andato il primo giorno di controlli a bordo del Green pass? E come facciamo a saperlo: noi autisti dobbiamo pensare a guidare e di addetti appunto al controllo, lungo il percorso che facciamo ogni giorno, non ce n’erano stamani (ieri per chi legge, ndr). Bisogna affidarsi al senso etico e al rispetto delle regole da parte dei cittadini. Anche se non pochi utenti, comunque una minoranza, fanno addirittura fatica a mettersi la mascherina. E allora non puoi fare altro che allertare, in questi casi, le forze dell’ordine», riferiscono due autisti. Tre studenti scendono dal bus: mascherina calata sotto il naso, Green pass fra le mani. «Sia all’andata che al ritorno nessuno ce lo ha chiesto», dicono. Una signora attende il bus per Vallecchia. «Sono delusa e preoccupata: ho mostrato una volta salita sul pullman il mio Green pass all’autista, che mi ha però risposto che non era suo compito verificare». Mauro abita a Camaiore e il vaccino anti-Covid non lo ha fatto. «Faccio regolarmente il tampone, basta e avanza. Ma anche se ne fossi sprovvisto cosa cambierebbe? I controlli sui bus, per quanto vedo ogni giorno, di fatto sono inesistenti. Le regole, che in questo caso trovo esagerate, o le fai osservare o è inutile, perché alla fine non pochi si comportano come se non ci fossero. Da sempre è così».
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