Toscana
I Paladini contro il porto di Carrara «Abbiamo ragione sull’erosione»
FORTE. È finalmente noto il progetto per l’ampliamento del porto di Carrara che fa paura ai fortemarmini. C’è infatti il timore che questa opera infrastrutturale possa influire negativamente sulla spiaggia provocando di fatto l’erosione degli arenili. Fatto che, se davvero dovesse accadere, metterebbe in ginocchio il nostro turismo.
«Siamo riusciti a vedere il progetto dell’ampliamento del porto – dice Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi che da mesi chiedevano di visionare i progetti in corso – l’altro ieri, c’eravamo anche noi ad ascoltare il presidente dell’Autorità portuale Mario Sommariva. E anche se non hanno mai dato risposte esaurienti alle nostre richieste abbiamo potuto farci un’idea del Piano Regolatore e delle opere di cosiddetto Water Front. Sabato sono state proiettate le immagini».
L’impressione di Colacicco non è buona: «Doveva essere piccolo e non invasivo. Certo, non va al di là del Carrione (e ci mancherebbe, considerata l’alluvione del 2014) ma è un gigante. Secondo quanto abbiamo potuto constatare, non c’è un ingrandimento del piazzale ma una nuova banchina speculare all’esistente edelle medesime dimensioni. C’è il prolungamento della diga foranea almeno di 450 metri. E poi opere interne come un nuovo piazzale e la banchina per le navi da crociera».
E spiega dunque: «La nostra preoccupazione che l’opera nel suo insieme possa far accelerare e molto il fenomeno erosivo è altissima».
Il Presidente dell’Autorità portuale però ha dato parole di rassicurazione sui fenomeni erosivi, rivolgendosi in particolare ai balneari, dicendo che hanno fatto studi e che le opere non porteranno erosione.
«Noi Paladini chiediamo di rendere subito trasparenti questi studi. Provvederemo a farli controllare dai nostri esperti, perché anche proprio da questi studi dipende l’approvazione del Piano regolatore», continua Colacicco,
Ma c’è dell’altro: «Il presidente Sommariva dice che senza ampliamento il porto muore – spiega la presidente – e viene da chiedersi come mai i traffici erano aumentati. C’è stata la pandemia L’economia del mare basata sul turismo nei due ultimi anni in qualche modo ha resistito, ma bisogna tenere alta la guardia sul futuro che può essere compromesso dall’accelerazione dell’erosione. Un’economia, che coinvolge alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, camping il commercio, tutto l’indotto, di artigiani, imprese di servizio, con un esercito di 15mila persone impegnate da Carrara a Viareggio».
Intanto l’erosione galoppa: «Il tanto atteso ripascimento a Poveromo è fermo per problemi burocratici -spiega Colacicco – e quello one shot da 500mila euro di quest’estate ha prodotto qualcosa lì per lì, poi è stato risucchiato dalla prima mareggiata. Del resto non si può lavorare su un tema così complesso solo in extremis. In tema di sostenibilità, bisogna bilanciare l’economia del porto verso tutta l’economia del mare, che dal suo ampliamento potrebbe essere compromessa. I Paladini Apuoversiliesi su questo punto si battono da ventidue annie andremo avanti con determinazione e le modalità che decideremo nella nostra assemblea, che si terrà a breve».
Angelo Petri
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