Il Tirreno

Versilia

Domani una messa per ricordare gli eroi dell’Artiglio

Maria Cristina Ercini

Nel 91° anniversario della tragedia cerimonia nella chiesa dei Sette Santi 

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la memoria

Domani ricorre il 91° anniversario della tragedia di nave Artiglio, la nave-recuperi della So.Ri.Ma. in cui persero la vita dodici uomini dell’equipaggio, tra i quali i viareggini Alberto Gianni, Aristide Franceschi, Alberto Bargellini e Aristide Cortopassi. Dopo un anno di stop forzato causato dalla pandemia che non ha permesso nessuna cerimonia ufficiale, nonostante ricorresseo i 90 anni, la Fondazione Artiglio Europa, come da tradizione, vuole commemorare i valorosi palombari viareggini.

Per l'occasione, presso la Chiesa dei Sette Santi Fondatori in Darsena, alle ore 10.30, sarà officiata una Santa Messa in ricordo dell'eroico equipaggio. Impossibile non ripercorrere l'incredibile storia di quegli uomini semplici che sono diventati eroi per il loro lavoro, davvero innovativo per quei tempi.

Era il lontano 1929, quando, il piroscafo inglese Egypt, carico di oro e d'argento affondò in un punto non ben identificato a sud della Manica. Quel tesoro non poteva andare perso e furono chiamate tutte le società di recuperi dell'epoca. Ma nessuno era in grado di affrontare quel lavoro e ogni tentativo risultò vano.

Decisivo fu l’intervento dei Lloyd's, che assicurarono il carico per 5 milioni di dollari del tempo e decisero di affidare l'impresa nelle mani degli italiani: alla società So.Ri.Ma di Genova del commendator Quaglia. Fra la sua flotta anche nave Artiglio che, per portare a termine l'impresa decide di imbarcare nell’equipaggio un gruppo di esperti palombari viareggini. Nell'attesa di iniziare il recupero del tesoro, l'Artiglio venne spedito a Saint-Nazaire per demolire ciò che restava del Florence H, una nave da guerra americana naufragata, con a bordo 150 tonnellate di esplosivo. La pericolosa operazione consisteva nel far brillare cariche per aprire un varco nella stiva della nave, il lavoro dei palombari era sistemare le cariche, che venivano poi fatte esplodere da bordo tramite un cavo elettrico.

Ma arrivò quella maledetta domenica del 7 dicembre 1930: il giorno fatale. Dopo che i palombari avevano piazzato le cariche, nave Artiglio si portò a distanza, ma questa volta di soli 160 metri, perchè tale era la lunghezza del cavo rimasto, Alberto Gianni collegò i fili elettrici e in un attimo la fine: un boato immenso, un'enorme colonna d'acqua e di ferro si sollevò dal mare. Erano esplose tutte le munizioni e con esse, il Florence, l’Artiglio e tutto il suo equipaggio fatto di uomini coraggiosi che avevano sfidato i mari fino a diventare eroi.

La notizia della tragedia fece subito il giro del mondo creando un grande sgomento, non solo a Viareggio. Terminata la messa, il Presidente della Fondazione Artiglio Europa Dott. Alessandro Gallione, alla presenza delle autorità Civili e Militari, deporrà una corona di alloro presso il Museo della Marineria di Viareggio, sotto la targa del capo palombaro Alberto Gianni cui lo stesso museo è dedicato.

Maria Cristina Ercini

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di Redazione web