La protesta
Gli danno la tessera ma non può votare
Il caso di Claudio Cavalsani, iscritto al Pd dal 2003 Il segretario Ciucci: «Situazioni sospese che voglio risolvere»
Donatella Francesconi
VIAREGGIO. A congresso del Partito democratico di Viareggio ancora in corso, il neo segretario Filippo Ciucci, ha dovuto da subito fare i conti con le ferite del partito commissariato nell’estate 2020. Claudio Cavalsani, iscritto dal 2003, è stato chiamato a ritirare la tessera e poi bloccato mentre stava per votare. «Con stasera», scriveva venerdì su Facebook lo stesso Cavalsani, «potrebbe terminare una storia, un percorso che ha avuto inizio nel maggio 2003 in via Regia (la sede del Pd di Viareggio, ndr) non per mia volontà ma per volontà di altri».
Cosa è accaduto con Cavalsani?
«Ho seguito personalmente la vicenda di Cavalsani. Lui mi ha chiamato e mi sono interessato al caso. Quello che è accaduto venerdì non è chiaro. Io non mi sono occupato degli aspetti organizzativi del congresso. Ma ci siamo resi conto che tra le tessere che venivano date ce n’erano diverse inviate dal Pd nazionale con nominativi non certificati. Lui è stato chiamato, non sappiamo da chi, e alla persona che gli ha dato la tessere è sfuggito il fatto che non era e certificata dal livello locale. Mentre andava a votare è stato fermato. Lui ha avuto una reazione di dispiacere. Anche perché proprio il giorno stesso mi aveva scritto chiedendomi se c’erano novità. Io gli ho risposto che di novità non c’erano. Quando Cavalsani non ha potuto votare l’ho portato fuori dalla stanza, gli ho detto “so che tieni al partito, so il percorso che hai vissuto. Adesso non puoi votare, cerchiamo di calmarci, non buttiamo via questa occasione”. L’ho assicurato che voglio fare un percorso inclusivo e che lo considero una risorsa. Qualcuno, in quei momenti, mi ha detto “intervieni tu”: ma non avevo ruolo in quel momento». Gli sono stati restituiti i 15 euro dalla tessera, che non è una consolazione. C’è una persona ferita ed è un evento spiacevole.
Iniziate in salita, insomma...
«Sì, ma lo sapevamo. Ho già chiesto che le situazioni aperte vengano recuperate. A Claudio è stata data la tessera per sbaglio e io sono propenso a risolvere la sua situazione così come le altre che sono “sub judice” come quella di Cristina Marcucci .
L’avvocato Marcucci, però, la tessera non l’ha avuta, mentre per Cavalsani siamo alla tessera per sbaglio e l’ex assessore Glauco Dal Pino è stato eletto nell’assemblea territoriale del Pd Versilia senza saperlo. Tutte situazioni diverse?
«Cavalsani e Marcucci sono “sub judice” anche se non hanno percorso la strada del ricorso in Tribunale, come altri invece. Nel percorso della candidatura a segretario ho parlato a lungo con Dal Pino e con Marcucci e c’è stato un riavvicinamento già in estate. Mettendolo in lista, il commissario Marco Simiani voleva portare avanti un percorso di ricucitura.
Evidentemente non si sono capiti, visto che Dal Pino rifiuta l’elezione: o no?
A me dispiace: Glauco è una risorsa per il Pd. Mi auspico che i casi di Marcucci e Cavalsani possano avere una soluzione al più presto. Da parte mia c’è questo impegno. Per quanto riguarda Dal Pino, è vero che un accordo non c’era stato sull’inserimento nelle liste. Ma quando gli ho detto che mi candidavo eravamo rimasti per continuare un discorso insieme. E alcuni accordi, non scritti, li aveva presi con il commissario Simiani per la ricostruzione del partito».
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