Toscana
Scuola occupata a Pietrasanta perché "cade a pezzi", la Provincia promette: «Lavori allo Stagi da marzo»
Il vicepresidente Maurizi Verona annuncia un maxifinanziamento da 16 milioni «Non sarà una “sistemata” ma un lavoro complesso di valorizzazione»
PIETRASANTA. L'apertura del cantiere per l’istituto Stagi ha finalmente una data certa: quella del marzo 2022. «Lo certifica il cronoprogramma e sarà fatto tutto il possibile per rispettarlo», sono le Parole di Maurizio Verona, vicepresidente della Provincia di Lucca, «con mandato in scadenza nei prossimi giorni» che ha seguito molto da vicino in questi anni l'eterna e dolorosa vicenda del liceo artistico Stagio Stagi, da anni nell’abbandono e a cui servono importanti interventi di manutenzione. La scuola infatti va a pezzi fra aule e ambienti in alcuni casi inagibili, laboratori ai limiti della soglia di sicurezza, puntelli e tubi disseminati per il plesso.
Un disastro: gli studenti, o meglio una parte, martedì scorso, hanno occupato il liceo per protesta. Una voce, quella della comunità didattica, in realtà rimasta inascoltata in tutti questi anni, alla luce della decadenza progressiva della sede scolastica. «I ragazzi fanno bene a protestare: posso dire loro che finalmente ci sono i finanziamenti. Per l’esattezza 16 milioni di euro che verranno utilizzati per la realizzazione di un polo unico e che l'affidamento dei lavori è previsto per il mese di marzo. Sono due novità molto importanti. Che ho comunicato tramite email al dirigente del Don Lazzeri-Stagi, Germano Cipolletta. Sulla questione non intendo aggiungere altro, parlano i fatti» fa sapere Verona. Il dirigente ribadisce comunque di non aver ricevuto alcuna risposta ufficiale.
Verona tuttavia aggiunge: «Il sottoscritto si era preso un impegno, quello di dare un futuro con un intervento adeguato, ad una scuola di enorme valore come lo Stagio Stagi. Quell'impegno è stato rispettato. I ritardi? Seguo la parte politica, non l'iter degli uffici, posso però dire che l'importo dei 16 milioni di euro, in un certa fase, non era più finanziabile. Poi siamo riusciti a renderlo tale e una volta inserito in graduatoria ha ottenuto il via libera. E sia chiaro, non parliamo di una semplice “sistemata” dell'edificio, ma di qualcosa di veramente importante, di un'opera che valorizzerà al meglio lo Stagi». Insomma sarebbe una soluzione concreta al problema.
Verona parla anche dei tempi di realizzazione: «Saranno i tecnici ad entrare nel merito, forse marzo non è il mese ideale, vista la concomitanza con l'anno-didattico, per aprire il cantiere, ma una soluzione verrà trovata. E anche se non sarò più in Provincia continuerò a seguire il tutto. Perché gli impegni che prendo ho l'abitudine di mantenerli, come del resto ho fatto per il finanziamento dei lavori al cavalcavia di Querceta. Soldi, date e progetto ci sono, adesso si tratta di dare gambe al cronoprogramma».
Nel frattempo divampa, come rituale quando si parla di Stagi, la polemica politica. «Le ragioni della protesta degli studenti trovano nel nostro movimento totale appoggio - precisa il capogruppo di Forza Italia Irene Nardini- Il progetto del nuovo polo scolastico ci risulta ancora allo stadio di studio di fattibilità. Mentre l'amministrazione di Pietrasanta lavora di concerto con il liceo artistico, la provincia di Lucca, ente deputato all'intervento di sostituzione edilizia, è ferma da oltre tre anni. Le tante parole spese dal presidente Menesini e dal vicepresidente Verona sul prossimo inizio dei lavori si sono rivelate solo chiacchiere. Con la Provincia di Lucca, a guida Pd, che relega il liceo Stagi all'ultimo dei suoi pensieri».
Le ragioni degli studenti sono chiare e hanno avuto una discreta risonanza: «Abbiamo deciso di comune accordo, dopo una votazione che ha coinvolto tutti gli studenti di occupare la nostra scuola - hanno spiegato in una nota indirizzata alle istituzioni e alla stampa - questa dovrebbe essere la nostra seconda casa, un luogo in cui dovrebbe essere sicuri e soprattutto considerati. Il nostro è un appello rivolto a chiunque ci voglia ascoltare: sono anni ormai che ci trasciniamo dietro problemi sempre crescenti. L’occupazione è diventato il nostro unico mezzo di comunicazione, se pur estremo. Siamo tutti consapevoli delle scarse condizioni della struttura; noi studenti abbiamo il dovere di fare qualcosa o almeno di provarci. Non possiamo lasciare morire il nostro liceo rimanendo in silenzio come chi mantenere il potere. Il liceo artistico di Pietrasanta ha alle spalle più di 170 anni di storia ».
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