Sicurezza
Quando la Regione diceva: «Tracciati in base alle norme»
Nuova interrogazione della consigliera del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi: «Viareggio ha presentato il passaggio nella Lecciona senza il parere del Parco»
Donatella Francesconi
viareggio. Il gran “pasticcio” della Lecciona, viene da penare leggendo le carte fornire dalla consigliera regionale dei 5Stelle, Silvia Noferi, in merito al “caso” del tratto Viareggio-Torre del Lago e viceversa che il Comune di Viareggio ritiene debba passare all’interno della Riserva naturale. Ipotesi accolta nello Studio di fattibilità tecnica realizzato dal gruppo di lavoro che ha vinto l’appalto della Regione e a fine agosto ha inviato i propri elaborati al ministero dei trasporti. Cosa fatta, dunque? No. Almeno stando alla risposta fornita dagli assessori regionali Monia Monni e Stefano Baccelli proprio alla consigliera Noferi: «È necessario sottolineare che tali proposte sono da considerare come ipotesi da verificare ed eventualmente approvare in base alla normativa vigente».
Detto questo i due assessori aggiungono: «La progettazione dovrà tenere conto anche di altri elementi normativi e comunque prevede il confronto con tutti gli Enti interessati, compreso il presidente del Parco regionale di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli». La prima domanda inevitabile: questo passaggio avrebbe dovuto già essere effettuato dai tecnici incaricati o si avvia una volta che entra il campo il ministero, come dichiarato più volte dallo stesso Baccelli in questi giorni?
Il secondo quesito – al quale Silvia Noferi si ripropone di avere risposta attraverso una interrogazione appena presentata – riguarda il suolo dell’Ente Parco in tutta questa vicenda. Nella risposta fornita ai primi di aprile dagli assessori Monni e Baccelli si legge: «Risulta evidente che il ruolo del Parco nella definizione conclusiva di quello che sarà il progetto della ciclovia Tirrenica, a partire dall’individuazione del tracciato nel territorio tutelato, è fondamentale. Da contatti intercorsi per le vie brevi con il Parco stesso è risultato che l’Ente Parco segue con attenzione la vicenda. E che una posizione fondata, in applicazione dei criteri dettati dalla legge e rispettosa del ruolo proprio dell’Ente, necessita di ulteriori elementi di approfondimento progettuale rispetto all’attuale proposta del semplice tracciato. E che le determinazioni in merito saranno comunque assunte in stretta applicazione e coerenza con le norme e la disciplina di riferimento».
Eppure – sottolinea la consigliera Noferi nella nuova interrogazione – «le dichiarazioni a mezzo stampa dal presidente dell’Ente Parco, Lorenzo Bani in data primo dicembre 2021, sono state le seguenti: “Il parere del Parco sul tracciato della Ciclovia Tirrenica avrebbe dovuto essere chiesto preventivamente come hanno fatto altri Comuni, Pisa inclusa. Invece Viareggio ha mandato ai progettisti incaricati dalla Regione solo la delibera di consiglio comunale che indicava il tracciato della Lecciona. I progettisti hanno fatto i rilievi e hanno mandato l’intero progetto della Tirrenica alla Regione, che l’ha girato al ministero. Roma dovrà valutare tutto il tracciato dalla Liguria al Lazio, non si sa se il progetto della parte toscana sarà approvato dal consiglio regionale o dal ministero. Sono perplesso per l’esclusione del Parco dalla valutazione della tratta Viareggio-Torre del Lago, ma ormai le carte sono a Roma».
A questo punto Noferi chiede di sapere: «Se l’Ente Parco ha inviato alla Regione Toscana il parere tecnico relativo al tracciato della Ciclovia Tirrenica per i tratti ricadenti nel suo perimetro, in quale data e chi ha firmato il documento. Se la proposta di tracciato della Ciclovia Tirrenica nel tratto della Riserva Naturale della Lecciona nel Comune di Viareggio, è stata inviata al ministero senza il parere tecnico dell’Ente Parco, contrariamente a quanto dichiarato preventivamente dai due assessori Monia Monni e Stefano Baccelli».
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