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L’odissea di Sara e il ritorno a casa dal Sudafrica: «Che bello riabbracciare la mia famiglia»
Con la madre è rimasta bloccata una settimana a causa della variante Omicron: «Grazie a chi ci ha aiutato, la svolta grazie al console italiano»
VIAREGGIO. Un abbraccio con il marito e i due figli lungo come l’odissea che ha vissuto: bloccata per una settimana in Sudafrica insieme alla madre a causa della variante Omicron. Sballottate a caccia di un volo per l’Europa da Città del Capo a Johannesburg. Dentro a una storia kakfiana in compagnia delle ceneri del fratello, motivo per il quale a metà novembre erano andate in Sudafrica. Sara Cupiti, 42 anni viareggina, venerdì 3 dicembre ha aspettato tutta la famiglia a casa, a Rignano, poi il pranzo tutti insieme e la foto della felicità pubblicata sul proprio profilo Facebook, che di fatto chiude queste due settimane che nessuno dei protagonisti dimenticherà.
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Sara, intanto bentornata a casa. Come sta?
«Stanca, oggi per me è giornata di stacco da qualsiasi cosa. Sto facendo la quarantena prevista e al momento sono in attesa di vedere i bimbi che dovrebbero arrivare a minuti. Però ho dormito. Ovviamente avrò bisogno di qualche giorni di tempo per riprendermi, voglio e riprendere la situazione in mano. La cosa buona è che stanotte ho dormito.
Quindi dopo l’arrivo a Fiumicino è subito tornata a casa?
«Sì, sono subito tornata a Firenze con mia madre. Abbiamo deciso che ognuno farà la propria quarantena a casa propria».
Senta di questa incredibile odissea, ora che è finita, cosa le è rimasto?
«Non lo so ancora. Per adesso le dico che per un po’ di tempo non ho intenzione di prendere un aereo. Dall’altra parte sono felicissima di essere riuscita, insieme a mia madre, a riportare a casa mio fratello, che era l’obiettivo che avevamo».
Cosa le è mancato di più?
«Da un lato questa esperienza è stata l’occasione per stare con mia madre per un po’ di tempo. Dall’altra mi mancava la quotidianità delle piccole cose. Addirittura anche i difetti di mio marito, quando ero dall’altra parte del mondo mi sono mancati. Per quello che riguarda il livello psicologico non so ancora quali conseguenze ci saranno perché non ho avuto ancora il tempo di elaborare quello che è successo».
Lei e sua madre sareste dovute partire venerdì sera da Johannesburg, invece siete riuscite a prendere il volo un giorno mezzo prima da Città del Capo.
«È stato determinante l’intervento del console italiano che ci ha dato una mano enorme per salire sul volo della Klm diretto ad Amsterdam».
Il suo video quando è stato annullato il volo per la Svizzera ha commosso il Paese, se lo aspettava?
«Devo ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato: le istituzione, il governo, il consolato, gli amici, miei e di mia madre, e tante persone, molte delle quali sconosciute, che hanno tifato per noi o hanno speso una parola per farci tornare a casa il prima possibile».
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